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Interregno

Per interregno si intende qui il periodo che iniziò con il declino dell'autorità dell'ultimo imperatore degli Staufer, Federico II (1250), e terminò con l'elezione nel 1273 di Rodolfo d'Asburgo, nella storiografia it. noto anche come Grande interregno. Durante gli anni di vacanza della corona imperiale (dal 1250), vi fu l'elezione di alcuni re di Germania (titolo che normalmente dava accesso a quello di imperatore), che però non erano riconosciuti in ampie parti del Sacro Romano Impero; questo fattore, unito alla loro debolezza e scarsa presenza diede l'impressione di un'epoca "senza regno". Ancora sotto Federico II vi furono re che gli contesero il trono come antiré: Enrico Raspe di Turingia (1246-47) e Guglielmo d'Olanda (1247-56). Nel 1257 vennero eletti sia Riccardo di Cornovaglia sia Alfonso X di Castiglia, che però non seppero imporre la propria autorità in Germania. Dopo la morte di Riccardo (1272) e la rinuncia di Alfonso, i principi elettori scelsero all'unanimità Rodolfo d'Asburgo (1273).

Sul territorio dell'odierna Svizzera, i re Guglielmo e Riccardo cercarono di fondare la loro politica imperiale sui Savoia; la rivalità tra questi ultimi e gli Asburgo impedì tuttavia l'attuazione del loro disegno. Nonostante le premesse, l'immagine di un periodo dominato dall'anarchia e dalla legge del più forte non è corretta. I conflitti tra le potenti fam. nobiliari (conti di Ginevra, Savoia, von Kyburg, Asburgo), che aspiravano a sviluppare le loro Signorie territoriali, e i potentati ecclesiastici (spec. i vescovi di Sion e di Basilea) divennero certo più frequenti e intensi; tuttavia, la quasi totale assenza del potere reale fu compensata dall'affacciarsi sulla scena di nuove forze regolatrici. L'alta nobiltà affermò il suo ruolo protettore. Le istituzioni ecclesiastiche, la piccola nobiltà e le città cercarono protettori di un certo peso, che in parte trovarono nei grandi signori ecclesiastici quali Henri de Neuchâtel, vescovo di Basilea. Ancora prima della fondazione della Lega delle città renane (1254), che in seguito venne presa a modello, sorsero Leghe cittadine per assicurare la pace e il rispetto del diritto: Friburgo-Berna nel 1243, Zurigo-Winterthur nel 1254, Basilea-Strasburgo nel 1261. Le città iniziarono a estendere il loro potere oltre le mura cittadine (ad esempio Berna a Interlaken nel 1256). Nelle comunità di Uri, di Svitto e dell'Hasli, che godevano dell'immediatezza imperiale, l'interregno fu all'origine di un rafforzamento delle strutture locali. La faida degli Izzeli-Gruoba (1257-58) evidenziò la necessità di concludere leghe che garantissero la Pace territoriale e di ricorrere a giudici indipendenti e della regione, come avvenne poi in occasione della firma del Patto fed. del 1291. La storiografia sviz. recente considera l'interregno una fase importante nel processo di formazione della Conf., perché permise ai Paesi forestali di abituarsi all'idea di una indipendenza de facto dei loro territori discosti. Le prime alleanze conf. sono considerate sia un mezzo di difesa politico contro i tentativi nobiliari di imporre il loro potere (Karl Meyer) sia uno strumento di reciproco aiuto atto al mantenimento della pace territoriale (Bruno Meyer). I principali risultati dell'interregno - tanto per la storia sviz. quanto per quella del Sacro Romano Impero - furono il prepotente sviluppo della politica territoriale dei casati nobilari, che alla fine vide il successo degli Asburgo, l'affermazione della città quale elemento regolatore, il rafforzamento dei com. e il consolidamento degli sforzi di pace, anche nei com. rurali alpini.

Riferimenti bibliografici

  • E. P. La Roche, Das Interregnum und die Entstehung der Schweizerischen Eidgenossenschaft, 1971
  • Innerschweiz und frühe Eidgenossenschaft, 2 voll., 1990
  • M. Kaufhold, Deutsches Interregnum und europäische Politik, 2000