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Lega delle città sveve

Sotto la guida di Ulma, il 4.7.1376 le 14 città imperiali di Ulma, Costanza, Überlingen, Ravensburg, Lindau, San Gallo, Wangen, Buchhorn, Reutlingen, Rottweil, Memmingen, Biberach, Isny e Leutkirch si unirono nella Lega delle città sveve, stipulata a termine fino al 1380 (Leghe cittadine). La Lega si opponeva alla politica espansionistica dei principi del Württemberg e di Baviera, condotta a volte in modo aggressivo, e alla politica imperiale di ricorso ai pegni: le città temevano di essere vendute o cedute in pegno da re Venceslao, bisognoso di denaro per la sua elezione a imperatore. Vietata in base alle prescrizioni della Bolla d'Oro del 1356, perché considerata una conspiratio, la Lega delle città sveve si affermò il 14.5.1377 nella battaglia di Reutlingen contro il suo principale avversario, il conte Ulrich von Württemberg: re Venceslao promise pertanto che non avrebbe separato le città dall'Impero. La Lega delle città sveve divenne un attore politico importante. Il 17.6.1381 si unì con la Lega delle città renane, fino comprendere 40 città, tra cui Basilea e Wil (SG). Il 21.2.1385 le Leghe cittadine renana e sveva conclusero con Zurigo, Berna, Soletta, Zugo un'alleanza difensiva (Lega di Costanza), a cui prese parte indirettamente anche Lucerna. Rivolta contro gli Asburgo, tale alleanza, che per i cant. conf. prevedeva in caso di aggressione un obbligo di intervento in un territorio circoscritto, si sciolse già nel 1386. Il conflitto che opponeva la Lega all'Impero e ai principi sfociò nella guerra delle città della Germania meridionale (1386-88), che si concluse con la sconfitta militare di queste ultime a Döffingen (23.8.1388). Il 2.5.1389 l'imperatore Venceslao vietò tutte le Leghe cittadine e le città conclusero la pace territoriale di Cheb (5.5.1389). Le successive alleanze tra città sveve non ebbero più alcuna incidenza politica.

Riferimenti bibliografici

  • E. Holtz, Reichsstädte und Zentralgewalt unter König Wenzel 1376-1400, 1993
  • LexMA, 7, 1608 sg.