de fr it

Formula Consensus

Il primo dei 26 canoni nell'esemplare della Formula Consensus del 1675, stampato in latino e in tedesco attorno al 1710 a Zurigo (Staatsarchiv Zürich, C I, Nr. 3414).
Il primo dei 26 canoni nell'esemplare della Formula Consensus del 1675, stampato in latino e in tedesco attorno al 1710 a Zurigo (Staatsarchiv Zürich, C I, Nr. 3414).

Per difendere l'Ortodossia protestante dalla diffusione delle nuove idee teol. proposte dall'Acc. di Saumur e professate in particolare da Louis Tronchin a Ginevra, dal 1671 i professori e pastori François Turrettini (Ginevra), Lukas Gernler (Basilea) e Kaspar Waser (Zurigo) costituirono un fronte comune e fecero in modo di affidare alla Chiesa di Zurigo la redazione di una nuova confessione di fede (luglio 1674). Questo compito venne assunto da Johann Heinrich Heidegger, che allestì un progetto che teneva conto di una bozza redatta da Turrettini. Nel luglio del 1675, a Baden, la Dieta dei cant. rif. conferì forza giur. al testo e ne impose la sottoscrizione a tutti i pastori e professori: nessuno sarebbe stato ammesso al servizio della Chiesa senza avervi aderito. Per riguardo nei confronti delle Chiese prot. straniere, quella franc. in particolare, che avevano manifestato reticenze in proposito, il testo non venne stampato, ma copie manoscritte furono inviate a ogni Chiesa rif. La prima pubblicazione ufficiale apparve nel 1710. La Formula Consensus, composta da 26 canoni, affermava in particolare l'ispirazione letterale del testo ebraico della Bibbia, sosteneva che la morte di Cristo riguardava i soli eletti e rifiutava l'universalismo della grazia. Essa stabiliva inoltre la norma dell'ortodossia riguardo alla trasmissione del peccato originale e all'alleanza tra Dio e il suo popolo. L'introduzione della Formula fu difficoltosa a Ginevra, dove i sostenitori di Tronchin ne ritardarono la sottoscrizione fino al 1679. A Neuchâtel la firmarono solo il decano e il segr. della classe dei pastori; nel 1686, quando l'elettore Federico Guglielmo di Brandeburgo rese attenti i cant. prot. del fatto che la Formula offendeva i luterani e ostacolava l'unione delle Chiese prot., l'antiste di Basilea Peter Werenfels accettò di revocare l'obbligo di sottoscriverla. Divenuta il simbolo di un'ortodossia retrograda e autoritaria, la sua firma venne abolita nel 1706 a Ginevra. Nel 1682, e poi dal 1706, alcuni futuri pastori vodesi tentarono di introdurvi delle restrizioni, provocando così un grave conflitto; Berna vi pose fine nel 1722 imponendo un'accettazione senza riserve. A seguito di queste divergenze, nel Paese di Vaud si diffuse un profondo malcontento. Solo dalla metà del XVIII sec. Zurigo e Berna rinunciarono ad esigere dai loro futuri pastori la firma della Formula.

Riferimenti bibliografici

  • E. F. K. Müller, Die Bekenntnisschriften der reformierten Kirche, 1903, 861-870
  • H. Vuilleumier, Histoire de l'Eglise réformée du Pays de Vaud sous le régime bernois, 2, 1929, 505-531
  • R. Pfister, Kirchengeschichte der Schweiz, 2, 1974, 490-498
  • M.-C. Pitassi, De l'orthodoxie aux Lumières, 1992, 16-20, 51-55