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Hans HeinrichHolzhalb

Ritratto postumo del borgomastro di Zurigo. Incisione su rame di Hans Schwyzer, incollata nella Stemmatologia Tigurina di Erhard Dürsteler, un libro genealogico di Zurigo iniziato prima del 1723 (Zentralbibliothek Zürich, Ms. E 18b, fol. 544r).
Ritratto postumo del borgomastro di Zurigo. Incisione su rame di Hans Schwyzer, incollata nella Stemmatologia Tigurina di Erhard Dürsteler, un libro genealogico di Zurigo iniziato prima del 1723 (Zentralbibliothek Zürich, Ms. E 18b, fol. 544r).

13.8.1564 Zurigo, 21.4.1637 Zurigo, rif., di Zurigo. Figlio di Heinrich (->) e di Anna Meyer. 1) (1587) Elisabeth Rubli, figlia di Georg, donzello; 2) (1603) Anna Stoll; 3) (1611) Catharina von Schönau, figlia di Jakob, colonnello; 4) Veronika Göldli von Tiefenau, figlia di Beat Rudolf. Sebbene nel 1591 appaia come comproprietario di una fabbrica di buratti in comunione con lo zio Leonhard (->), non può essere considerato un imprenditore tessile. Non appena ebbe raggiunto l'età necessaria, si dedicò con grande ambizione alla carriera politica e al servizio dello Stato. Nel 1592 fu per la prima volta membro del Gran Consiglio quale rappresentante della corporazione del Cammello, di cui fu più tardi maestro (1595-1617). Detenne poi altre importanti e redditizie cariche pubbliche: fu balivo di Küsnacht (1595), viceborgomastro e vessillifero (1602), primo maestro di corporazione, ciambellano e balivo nel Freiamt (1604) e amministratore (Obmann) dei beni dei conventi secolarizzati (1608). Nel 1617, alla notizia dell'imminente morte di suo zio Leonhard, borgomastro, interruppe bruscamente nei Grigioni una delle sue tante missioni diplomatiche e promosse con successo la propria nomina a suo successore. Proseguì la politica dello zio e si impegnò con tenacia per mantenere buone le relazioni con i cant. catt. e i loro alleati. Fu appoggiato con forza dagli ufficiali del servizio straniero e dai grandi commercianti. I suoi numerosi oppositori si raccolsero attorno all'antiste Johann Jakob Breitinger che mirava a migliorare la posizione dei cant. rif. a spese dei catt. con il sostegno del re svedese Gustavo Adolfo. H. fece parte di quell'aristocrazia zurighese che non esitava a esibire la propria ricchezza; nel 1615, ad esempio, fece costruire l'abitazione Zum Wilden Mann, dotata dei più lussuosi interni dell'epoca.

Riferimenti bibliografici

  • NZZ, 1942, n. 1134
  • U. Pfister, Die Zürcher Fabriques, 1992
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