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Berta

957/961, regina di Borgogna, figlia del duca Burcardo II di Svevia e della duchessa Reginlinde. Nel 922 sposò Rodolfo II, re dell'alta Borgogna, che nel 919 era stato sconfitto da Burcardo nei pressi di Winterthur. Quale regina ebbe una posizione poco profilata. Alla morte di Rodolfo (937) divenne strumento politico, andando in sposa a Ugo, re d'Italia. Nuovamente vedova nel 947, dopo un matrimonio infelice (secondo Liutprando da Cremona), visse gli ultimi anni in Borgogna. Le sue donazioni contribuirono alla creazione del priorato di Payerne, portato a termine dalla figlia Adelaide, che dispose qui la sepoltura della madre (prima dell'8.4.961). La tradizione che vuole B. fondatrice del monastero di Payerne risale a un "testamento", falso dell'inizio del XII sec., che ha dato origine nella Svizzera franc. alla leggenda, ancora viva, della "buona regina B.". L'epitaffio basso medievale nel monastero di Payerne fu distrutto durante la Riforma. A partire dal XV sec. il culto della presunta fondatrice si estese ad altri conventi di Borgogna: S. Vittore a Ginevra, Sankt Ursen a Soletta (al posto della regina Bertrada), S. Maurizio a Amsoldingen e Saint-Imier. Lo scettro figurante su uno dei sigilli dei falsi di Peterlingen fu interpretato a partire dal XVII sec. come una rocca per la filatura e associato all'espressione "quando Berta filava". Culto e leggenda conobbero un nuovo, importante sviluppo a partire dall'inizio del XIX sec.: B. venne identificata con il giovane cant. Vaud (scritti di Philippe-Sirice Bridel, presunta scoperta delle spoglie nel 1817, cortei storico-patriottici). La sua personalità ispirò un'opera letteraria di Charles-Albert Cingria (1947).

Riferimenti bibliografici

  • MGH DD regum Burgundiae, 1977
  • Corpus inscriptionum medii aevi Helvetiae, 2, 1984, 210-212
  • H. E. Mayer, «Die Peterlinger Urkundenfälschungen und die Anfänge von Kloster und Stadt Peterlingen», in DA, 19, 1963, 30-126
  • HS, II/2; III/2
  • A. Lombard, La reine Berthe, 1988
  • V. Durussel, J.-D. Morerod, Le Pays de Vaud aux sources de son histoire, 1990, 73-82
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