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John-EtienneChaponnière

11.7.1801 (Jean-Elie) Ginevra, 19.6.1835 Mornex (Alta Savoia), rif., di Ginevra. Figlio di Jean-Jérôme, astucciaio, e di Andrienne Foulquier. Frequentò le scuole superiori, la scuola di disegno della Soc. delle arti e fu allievo degli incisori Joseph Collart e Charles Wielandy. Dal 1822 a Parigi, fu allievo di Petit alle belle arti, e poi del suo compatriota James Pradier. Tra il 1827 e il 1829 soggiornò a Napoli; fece inoltre tappa a Firenze, dove divenne amico dello scultore Lorenzo Bartolini, e a Roma. Da Napoli inviò a Ginevra il suo primo capolavoro, la Jeune captive pleurant sur le tombeau de Byron (1827), acquisito dagli ellenisti ginevrini per il Museo Rath, che gli valse l'ammissione come membro onorario nella classe delle belle arti della Soc. delle arti. A quell'opera seguirono, da Napoli, il Fils de Tell inviato a Berna, un bassorilievo allegorico commissionatogli dalla Soc. delle arti per il busto di Marc-Auguste Pictet e un gruppo di statue intitolato La chasse et la pêche, esposto con successo a Ginevra nel 1829. Dopo un breve soggiorno in patria, ritornò a Parigi. Esposto nel 1831 con il titolo di Daphnis et Chloé, il gruppo La chasse et la pêche fu apprezzato per il suo stile naïf. La Jeune captive, ribattezzata Une captive de Missolonghi, fu presentata al Salon di Parigi del 1833 insieme a quattro statuette-ritratto, accolte dalla critica parigina come l'invenzione di un nuovo genere. Quello stesso anno Auguste Thiers gli commissionò un bassorilievo per l'Arco di Trionfo, che egli consacrò a La Prise d'Alexandrie par le général Kléber e il cui modello fu ben accolto al Salon del 1834. Seguirono altre commissioni ufficiali, ma la salute di C. peggiorava rapidamente. Il suo ultimo capolavoro, David, vainqueur de Goliath, trionfò al Salon del 1835 e venne colato in bronzo per Ginevra, dove fu installato sulla Promenade des Bastions nel 1854. C. soffrì del male dei grandi artisti ginevrini: una notorietà oggi circoscritta alla quale pochi sono sfuggiti. Frutto di una breve carriera, la sua opera fu limitata ma contraddistinta da realizzazioni di primo piano per la storia della statuaria romantica.

Riferimenti bibliografici

  • P. Chaponnière, J.-E. Chaponnière, [1850]
  • C. Lapaire, «La sculpture à Genève au XIXe siècle», in Aspects de l'art à Genève au XIXe siècle, 1979, 106-108
  • L. Rhodes, «"La statuette de "Femme assise" de J.-E. Chaponnière est-elle un portrait de Madame Tiolier ?», in Genava, n.s., 39, 1991, 109-116
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Dati biografici ∗︎ 11.7.1801 ✝︎ 19.6.1835