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Blarer

I B. erano in origine cittadini di San Gallo, dove fra il 1228 e il 1330 risiedette l'intera fam. Un ramo della fam. orbitava attorno all'ospedale di S. Spirito, di cui Ulrich fu, nel 1228, uno dei fondatori; l'altro era al servizio della corte dell'abate. Dal 1330 la fam. trasferì le proprie attività a Costanza, dove fece fortuna con il commercio di tele. La rilevanza economica dei B. fu rafforzata sul piano politico con la nomina a Consigliere o a borgomastro di diversi suoi membri. Alcuni esponenti del ramo di Costanza aggiunsero al nome quello della propria residenza: Liebburg (oggi com. Oberhofen bei Kreuzlingen), Güttingen o Girsberg (oggi com. Kreuzlingen). La Riforma divise la fam. residente a Costanza in un ramo catt., presto estinto, e uno rif.; di questi ultimi, l'esponente più noto fu il riformatore Ambrosius (->). Il ramo si estinse con il maggiore Philipp, morto il 20.1.1865.

Il castello dei Blarer a Aesch. Dettaglio di un disegno a penna realizzato nel 1754 da Emanuel Büchel (Kunstmuseum Basel, Kupferstichkabinett).
Il castello dei Blarer a Aesch. Dettaglio di un disegno a penna realizzato nel 1754 da Emanuel Büchel (Kunstmuseum Basel, Kupferstichkabinett). […]

I B. von Wartensee si separarono dal ceppo principale fra il 1330 e il 1363. Walter e Diethelm sposarono le figlie del castellano di Wartensee (SG); i figli di Walter, Wilhelm ed Erhart, garantirono la discendenza, che nel XV sec. si divise nei B. von Wartensee e nei B. von Wartensee-Kempten-Goldberg (ramo cadetto). A quest'ultimo apparteneva Ferdinand Michael, elevato dall'imperatore Ferdinando II al rango di barone e alfiere dell'Impero (1636). Anche i B. von Wartensee si divisero nel periodo della Riforma fra rif. e catt. (Diethelm, ->). Il ramo rif. si estinse nel 1868 con Hans, a Zurigo. I von Wartensee si trasferirono nel principato vescovile di Basilea in seguito all'elezione di Jakob Christoph (->) a principe vescovo della città. Costui chiamò suo fratello, Wolfgang Dietrich (->), a Pfeffingen, di cui divenne balivo nel 1583. Questa carica, cui nel 1775 si aggiunse il baliaggio di Zwingen, rimase all'interno della fam. fino alla caduta del principato vescovile. Nel 1607 Wilhelm, custode del duomo di Basilea e prevosto di Saint-Ursanne, istituì un fedecommesso sul castello di Aesch (BL) e sui relativi possedimenti, facendone la residenza della fam. I B. von Wartensee si imparentarono spec. con le fam. nobili Rinck von Baldenstein, von Schauenburg, von Roggenbach, von Roll zu Bernau e von Rotberg. Nella guerra dei Trent'anni diversi edifici e la biblioteca della fam. subirono gravi danni. Durante la Rivoluzione la fam. poté salvare le sue proprietà grazie alla cittadinanza sangallese.

Tra la fine del XV e la metà del XVII sec. la fam. visse il suo periodo di massimo splendore ed estese la propria influenza verso nord ovest (Ellwangen, principato vescovile di Basilea); in questo arco di tempo, la fam. annoverò 11 dignitari ecclesiastici. In seguito ebbe inizio il declino dei B., che si prolungò fino alla fine del XVIII sec., mentre la loro sfera d'azione si trasferì del tutto nel principato vescovile di Basilea e nell'area ted. sudoccidentale. Nel XIX sec. i fratelli Anton (->) e Jakob (->) ebbero un ruolo importante nei disordini separatisti e nella nascita del cant. di Basilea Campagna.

Riferimenti bibliografici

  • APriv, Aesch (BL)
  • P. Staerkle, «Zur Familiengeschichte der Blarer», in ZSKG, 43, 1949, 100-131, 203-224
  • J. Baumann, «Die Blarer von Wartensee und das Blarer-Schloss zu Aesch», in BHB, 8, 1959, 72-91
  • Schweiz. Geschlechterbuch, 12, 1-14
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