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Schalch

Antica fam. cittadina di Sciaffusa, attestata anche come Schalgk o Schalk. Il casato è menz. la prima volta nel 1475 con Heinrich, che acquistò la casa Zur Kleinen Kante sul Fronwagplatz, mentre nel 1498 Hans Schalgk il Giovane acquisì un podere e un fienile nella parte alta della città nuova. Ulrich Schalgk (1507) e Hans Schalgk (1525-30) sono menz. quali Consiglieri. Non sono documentati legami di parentela tra questi esponenti e i futuri S. di Sciaffusa. Sono attestati tre rami della fam., riconducibili a Beat, Hans e Ulrich, tutti vissuti nel XVI sec. Alcuni S. rivestirono cariche cittadine: 11 furono maestri della corporazione dei fabbri tra il 1520 e il 1730, altri furono balivi, Matthäus (->) e Christoph (->) borgomastri. Nel XIX sec. con Franz Adolf (->) la fam. ebbe un Consigliere nazionale. Diversi S. si distinsero in ambito militare, numerosi altri intrapresero professioni scientifiche e artistiche. Accanto ad alcuni teologi, tra cui il decano Johann Georg (->) e il pastore Johann Jakob (1797-1837), la fam. annoverò pure medici, farmacisti, insegnanti e giureconsulti. Tra gli scienziati, il più noto fu il geologo Ferdinand (->). Nell'ambito delle arti applicate e delle belle arti figurarono architetti, tecnici, pittori (tra questi Johann Jakob, ->), incisori su rame, pittori su porcellana e su vetro, ceroplasti (Johann Heinrich ->), disegnatori, orafi (Hans Georg, 1700-84) e argentieri. Tobias (1661-1738) fu il capostipite di un ramo di cui si distinsero ben sette fonditori di campane e di cannoni. Il campanaro Andreas (1692-1776), che creò (1716) e diresse (fino al 1776) la fonderia di cannoni Woolwich in Inghilterra, non fu però tra i suoi discendenti.

Riferimenti bibliografici

  • Registro genealogico della città di Sciaffusa (J. L. Bartenschlager), 8; (H. W. Harder), 9, presso ACit Sciaffusa

Suggerimento di citazione

Baertschi, Christian: "Schalch", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 07.07.2011(traduzione dal tedesco). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/023353/2011-07-07/, consultato il 27.10.2020.