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Medicina veterinaria

Rossartzneybiechlein. Auch wie man ain yekliches pferd erkennen und probieren soll. Scritto del maestro Albrant, pubblicato ad Augusta, 1513 (Bayerische Staatsbibliothek, Monaco, Res/4 A.vet. 0 fn).
Rossartzneybiechlein. Auch wie man ain yekliches pferd erkennen und probieren soll. Scritto del maestro Albrant, pubblicato ad Augusta, 1513 (Bayerische Staatsbibliothek, Monaco, Res/4 A.vet. 0 fn). […]

Come l'allevamento di Animali domestici, la medicina veterinaria ha alle spalle una storia di 15'000 anni. Analogamente alla Medicina umana dei primordi, anche quella veterinaria fu inizialmente una medicina popolare empirica, tramandata oralmente. Le più antiche fonti scritte in Svizzera sono copie del XIV sec. della Ars veterinaria di Pelagonio, di epoca tardoromana, e della Mulomedicina Chironis (ca. 400). In Svizzera veniva utilizzato anche il più diffuso manuale per l'insegnamento in lingua ted. del ME, quello di Meister Albrant (XIII sec.) , come è attestato da trascrizioni e stampe (Ein bewärdt Neuw Rossartznybuoch, pubblicato prima del 1547).

Fino al XIX sec. inoltrato, la veterinaria veniva praticata a titolo accessorio da contadini, macellai, maniscalchi e scorticatori. La lotta contro le epidemie animali era prevalentemente compito delle istanze mediche e pubbliche (ad esempio i Consigli della sanità). In Europa la disciplina si affermò come scienza e campo di insegnamento - anche se a lungo non di rango univ. - solo con le pandemie (Epizoozie) e il grande fabbisogno di cavalli per gli eserciti nel XVIII sec. In Svizzera le prime scuole di veterinaria nacquero a Berna (1805) e Zurigo (1820). Nel 1813 il medico Franz Karl Stadlin di Zugo fondò la Soc. dei veterinari sviz. (SVS), che dal 1816 pubblica la rivista Archivio sviz. di medicina veterinaria. Durante l'ultimo quarto del XIX sec., la scuola bernese, quella zurighese e la SVS si sforzarono di uniformare la formazione veterinaria e di dare alla loro disciplina pari dignità rispetto alla medicina umana. Nel 1900 e nel 1901, la clinica veterinaria bernese e la scuola veterinaria zurighese vennero aggregate ai risp. atenei locali, divenendo così le prime facoltà univ. di veterinaria al mondo. Fino alla seconda guerra mondiale il settore rimase una prerogativa maschile; in seguito la percentuale di donne aumentò costantemente. Nel 2001 il 31% dei membri della SVS e più del 70% degli studenti di veterinaria erano di sesso femminile.

In Svizzera il servizio veterinario dell'esercito, con numerosi ufficiali veterinari e un veterinario in capo, ebbe un ruolo importante; progressivamente la sicurezza alimentare prese però il posto della cura degli equini quale obiettivo prioritario. Sulla base della legge fed. sulle misure per combattere le epizoozie (1917), venne ampliata la medicina veterinaria civile con la nomina di veterinari distr. e, in misura crescente, di veterinari di confine e cant. a tempo pieno. Nel 1914 fu fondato l'ufficio veterinario fed. (dal 1979 ufficio fed. di veterinaria), che dal 1942 al 1992 gestì un ist. per la produzione di vaccini a Basilea, e che da allora dispone di un moderno Ist. di virologia e immunoprofilassi a Mittelhäusern (com. Köniz). All'inizio del XXI sec. la disciplina assumeva soprattutto una funzione di profilassi su vasta scala al servizio della produttività agricola e dell'igiene pubblica. Per quanto riguarda gli animali domestici, sempre più diffusi, le terapie curative effettuate sul singolo animale hanno conosciuto un forte aumento. Una tendenza alla specializzazione, analoga a quella nella medicina umana, è testimoniata dall'esistenza di particolari titoli (ad esempio specialista per la sicurezza alimentare) e soc. (Ass. sviz. per la medicina dei piccoli animali), tra cui quella che si occupa della storia della disciplina (Ass. sviz. per la storia della medicina veterinaria), in Svizzera comunque non insegnata a livello univ.

Riferimenti bibliografici

  • E. Zschokke, «Die Geschichte der tierärztlichen Lehranstalt in Zürich 1820-1920», in Schweizer Archiv für Tierheilkunde, 62, 1920, 127-161
  • H. Adam, Die Entwicklung des Tierarzneiwesens in Basel-Stadt 1740-1940, 1940
  • R. Fankhauser, B. Hörning, «175 Jahre tierärztliche Lehranstalt zu Bern», in Schweizer Archiv für Tierheilkunde, 122, 1980, 57-94
  • M. Sackmann-Rink, «Die Anfänge des Frauenstudiums an den beiden veterinär-medizinischen Fakultäten der Schweiz», in Schweizer Archiv für Tierheilkunde, 128, 1986, 27-39
  • P. P. Corsetti, «Un nouveau témoin de l'ars veterinaria de Pelagonius», in Revue d'histoire des textes, 19, 1989, 31-56
  • A. von den Driesch, Geschichte der Tiermedizin, 1989 (20032)
  • W. Sackmann, «500 Jahre Mulomedicina Chironis Basiliensis», in Archivio svizzero di medicina veterinaria, 139, 1997, 21-23
  • C. H. Brunner, «"Luog dem ross im maull ...", Hauptmann Meinrad Tschudis Pferdearzneien 1584», in Archivio svizzero di medicina veterinaria, 146, 2004, 9-16

Suggerimento di citazione

Sackmann, Werner: "Medicina veterinaria", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 18.12.2013(traduzione dal tedesco). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/024474/2013-12-18/, consultato il 06.12.2020.