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Tipografia elvetica

Pagina del titolo di un opuscolo di Vincenzo Gioberti pubblicato a Capolago nel 1846 (Archivio di Stato del Cantone Ticino, Bellinzona).
Pagina del titolo di un opuscolo di Vincenzo Gioberti pubblicato a Capolago nel 1846 (Archivio di Stato del Cantone Ticino, Bellinzona). […]

Azienda tipografica con annessa libreria, fondata a Capolago il 9.10.1830 da Vincenzo Borsa di Melano associato ad altri Ticinesi ed esuli it., tra cui Carlo Modesto Massa e Alessandro Repetti, quest'ultimo dal 1847 proprietario unico della stamperia. Editrice di periodici, in relazione d'affari con importanti editori it., pubblicò opere di grande impegno civile e onere finanziario di autori come Carlo Botta, Pierre-Antoine-Noël-Bruno Daru, Vincenzo Gioberti, Francesco Guicciardini, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi e Adolphe Thiers, in parte proibiti in Italia dalla severa censura libraria. Dopo il 1847-48, la stamperia si configurò come centro di riferimento per la battaglia nazionale dei patrioti it., in particolare con le celebri collane dirette da Carlo Cattaneo Documenti della guerra santa d'Italia (1849-51) e Archivio triennale delle cose d'Italia (1850-53). La condanna a morte di Luigi Dottesio, patriota comasco scoperto a contrabbandare in Italia libri proibiti della Tipografia elvetica (1851), aggravò le difficoltà di quest'ultima, dovute all'inasprito controllo fed. e cant. delle sue attività a seguito dell'acuirsi delle tensioni con il Lombardo Veneto e alla progressiva introduzione della libertà di stampa oltre confine. Aperta una succursale a Torino sotto il nome Libreria Patria, cessò l'attività nel 1853.

Riferimenti bibliografici

  • R. Caddeo, La tipografia Elvetica di Capolago (1830-1853), 1931
  • R. Caddeo, Le edizioni di Capolago (1830-1853), 1934
  • F. Mena, Stamperie ai margini d'Italia, 2003