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Burrus

Manifesto degli anni 1970-1980 per le sigarette fabbricate a Boncourt, realizzato da Donald Brun (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
Manifesto degli anni 1970-1980 per le sigarette fabbricate a Boncourt, realizzato da Donald Brun (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).

Fam. di industriali, originaria di Dambach-la-Ville (Alsazia), naturalizzata sviz., di Seleute (1871) e Boncourt (1887). Nel 1814 Martin (1775-1830), viticoltore proveniente dall'Alsazia, aprì una piccola fabbrica di rotoli di tabacco a Boncourt. Due figli di François-Joseph (->), Joseph (1838-1921) e François (1844-1915), succedettero al padre a Boncourt, mentre altri tre aprirono nel 1872 a Sainte-Croix-au-Mines una seconda fabbrica, che fino al 1914 fu la più importante dell'Alsazia (nazionalizzata dopo il 1918). Per sei generazioni, l'impresa è stata diretta dalla fam., detentrice dell'intero capitale, che ha ingrandito e modernizzato la fabbrica di Boncourt. L'azienda, trasformata in soc. anonima nel 1979, nel 1984 è divenuta una holding. Nel 1996 la fam. ha venduto l'impresa al gruppo olandese Rothmans International. La fabbrica di Boncourt impiegava un centinaio di operai alla fine del XIX sec., 350 nel 1950, 600 nel 1974, 400 nel 1991. La fam. si è distinta per il suo atteggiamento benevolo sia nei confronti dei dipendenti - assegni fam. (1916), assicurazione contro le malattie e gli infortuni, cassa pensione, crediti immobiliari -, sia rispetto al villaggio (soc. locali, casa parrocchiale, stadio, casa per anziani), del quale furono sindaci François, Henry (->) e Léon (1904-1990). Mecenati, i B. sostennero la Chiesa catt., instaurando legami privilegiati con il Vaticano (Gérard, 1910-1997, fu cameriere segreto di cappa e spada) - e varie fondazioni scientifiche e culturali.

Riferimenti bibliografici

  • M. Zermatten, F. J. Burrus & Cie, Boncourt, 1814-1964, 1964
  • Bilanz, n. 7, 1985
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