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Politica dei prezzi e salari

La politica dei prezzi e salari comprende l'insieme delle misure per influenzare l'ammontare, la struttura e l'evoluzione tendenziale (determinazione, controllo del livello, sorveglianza di singole posizioni) di Prezzi e Salari. Su scala aziendale, la politica dei prezzi viene determinata nel quadro della strategia di vendita, quella salariale contestualmente all'elaborazione del sistema retributivo. A un livello intermedio, le organizzazioni padronali e sindacali conducono trattative soprattutto sugli stipendi, e solo raramente sui prezzi. Lo Stato infine può attuare una politica dei prezzi e dei salari in un'ottica di regolamentazione del Mercato.

Dal 1848 la Conf. intervenne poco in questi ambiti (Politica economica), spec. in materia salariale, anche perché gli strumenti a sua disposizione erano limitati. Sul fronte retributivo, questi ultimi comprendevano, oltre ad appelli e inviti, il conferimento dell'obbligatorietà generale ai contratti collettivi di lavoro, l'attuazione della parità tra uomo e donna, gli assegni fam. e, dal 1999, le misure fiancheggiatrici ai trattati bilaterali con l'UE. Per quanto riguarda il secondo aspetto, lo Stato ricorreva ai dazi, alla regolamentazione della concorrenza e dei cartelli e alla Sorveglianza dei prezzi. Il maggior controllo su prezzi e salari nel XX sec. venne esercitato nel campo della politica agraria. Nella prima guerra mondiale gli interventi pubblici non ebbero praticamente nessun effetto. Nel 1931, durante la crisi economica mondiale, fu istituito un controllo sui prezzi, che però poggiò su basi legali chiare solo dal 1936; solamente dopo la svalutazione del 1936 si assistette a un blocco dei prezzi. Nella seconda guerra mondiale il governo fed. congelò questi ultimi e poi stabilì che eventuali aumenti dovevano essere autorizzati. Tale tendenza raggiunse l'apice nel 1947, quando sindacati e org. padronali si accordarono per un blocco di prezzi e salari fino alla fine del 1949. Se durante l'alta congiuntura del secondo dopoguerra il controllo dei prezzi perse importanza, le retribuzioni al contrario dalla fine degli anni 1940-50 furono sottoposte in ampia misura a un regime di contrattazione collettiva. A causa degli elevati tassi di Inflazione, nel 1972 nel quadro della politica congiunturale venne istituita una sorveglianza dei prezzi (e pro forma anche dei salari e dei profitti), poi sospesa nel 1978 in seguito all'attenuazione del rincaro. Sotto l'influenza del neoliberalismo, le autorità fed. cercarono successivamente di stabilizzare i prezzi grazie alla concorrenza. A causa di un'iniziativa popolare promossa dalle ass. dei consumatori approvata nel 1982, esse furono però costrette a promulgare la legge fed. sulla sorveglianza dei prezzi, che nel 1986 portò alla reintroduzione della figura del sorvegliante dei prezzi.