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Cellario

Il termine cellario (lat. cell[er]arius) deriva da cella, cellarium, cioè la cantina, il locale per la conservazione degli alimenti. In origine il cellario aveva la funzione di ricevere, immagazzinare e distribuire le derrate nelle Signorie fondiarie ecclesiastiche, ma nel corso del ME assunse sempre più la funzione di economo di conventi, capitoli o aziende agricole (Economia curtense), in quest'ultimo caso subordinato a un Ammann o a un Maior; la sede della sua carica era la corte (Kelnhof o Dinghof). I compiti includevano l'incameramento delle entrate signorili, la distribuzione ai consumatori interni (ad esempio al refettorio e agli alloggi) o esterni (ad esempio ai feudatari), e la compilazione dei relativi registri e inventari. Spec. nelle grandi Signorie territoriali e fondiarie, come l'abbazia di San Gallo e il Grossmünster di Zurigo, la figura del cellario finì per differenziarsi dal profilo gerarchico (gran cellario, sotto-cellario), delle funzioni ricoperte (cellario addetto ai vini), e a seconda dei luoghi (conventi, Kelnhöfe). In Svizzera la carica scomparve con la soppressione delle signorie ecclesiastiche (fondiarie e territoriali).

Riferimenti bibliografici

  • R. Maag (a cura di), Das Habsburgische Urbar, 2 voll., 1894-1904
  • HRG, 2, 696-700
  • LexMA, 5, 1097 sg.
  • A. Zangger, Grundherrschaft und Bauern, 1991, 123-131
  • P. Robinson, Die Fürstabtei St. Gallen und ihr Territorium 1463-1529, 1995, spec. 204-209