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Rotazione triennale

Sistema di rotazione agraria che, dopo una coltivazione cerealicola biennale (cereali autunnali e primaverili), prevedeva un periodo di Maggese della durata di un anno (Sfruttamento del suolo). Apparsa probabilmente in epoca carolingia, prima della modernizzazione agraria era diffusa in vaste aree dell'Europa centrale, settentrionale e orientale. La rotazione triennale poteva essere praticata in una curtis isolata gestita singolarmente; dai sec. centrali del ME fu tuttavia spesso applicata a interi villaggi. I campi coltivati erano divisi in tre appezzamenti, che comprendevano le parcelle dei diversi contadini. In un fondo erano seminati cereali autunnali (spelta, frumento), nel secondo cereali primaverili (avena, segale), mentre il terzo era lasciato a maggese. Le coltivazioni ruotavano a ritmo annuale (Avvicendamento delle colture).

Dal decennio 1970-80 nella storiografia della Svizzera ted. la rotazione triennale organizzata su base comunitaria viene quasi esclusivamente definita come avvicendamento triennale delle colture (Dreizelgenwirtschaft), mentre il concetto di rotazione triennale (Dreifelderwirtschaft) viene utilizzato in maniera generica per indicare il sistema di rotazione agraria, sia quando veniva praticato nelle curtes isolate sia quando veniva applicato a un intero villaggio. In Germania tale distinzione concettuale è meno sistematica, mentre sembra essere assente in ambito italofono. Quando il maggese viene sospeso a favore della coltivazione di graminacee, leguminose, patate o altre colture simili, si parla di rotazione risp. di avvicendamento triennale perfezionato, primo passo verso la Rotazione continua. Nello studio della geografia degli insediamenti, accanto alla rotazione e all'avvicendamento triennale, si parla anche di sistema dei campi aperti, quando l'insieme delle terre era costituito da strette fasce di parcelle disposte parallelamente.

Riferimenti bibliografici

  • J. Brühwiler, Der Zerfall der Dreizelgenwirtschaft im schweizerischen Mittelland, 1975, spec. 33
  • C. Pfister, Klimageschichte der Schweiz 1525-1860, 2, 19883, 25-30