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Autorità

Termine molto frequente nel linguaggio politico-giur. a partire dalla fine del XV sec. (in ted. Obrigkeit, corrispondente al lat. giur. superioritas), che indica in generale una condizione di dominio (Potere); in prevalenza è però utilizzato per descrivere il potere delle città e dei prìncipi imperiali su una terra, secondo un fenomeno di diritto proprio non più basato su singoli titoli giur. (autorità territoriale, in lat. superioritas territorialis, Signoria territoriale). Il termine può designare tanto la persona o l'istituzione che esercita tale sovranità, quanto il territorio ad esso soggetto. La diffusione del concetto è legata al passaggio da una concezione medievale di potere, il cui fine era il mantenimento della giustizia e della pace, a un'idea di governo promotore del bene temporale e della salvezza eterna dei propri Sudditi ("buona polizia"). A tale scopo, l'autorità si avvalse del suo diritto di legiferare e pretese ubbidienza dai sudditi. La convinzione dell'esistenza di un disegno divino ordinatore dell'autorità secolare e del dovere anche per i prìncipi e i governanti di rendere conto a Dio del loro operato pubblico legittimò questo passaggio, facendo sì che attraverso la Riforma la posizione dell'autorità si elevasse ulteriormente sul piano teol.-morale. La concezione paternalistica (Paternalismo) che caratterizzava il potere dell'autorità si associava con l'esclusione dei sudditi dalla partecipazione politica. Nei cant. sviz., tanto urbani quanto rurali, il ruolo di autorità locali fu assunto risp. dai Consigli e dalle Landsgemeinden. Di norma il "lodevole governo" dei "Signori misericordiosi", nonostante le molteplici resistenze (Rivolte contadine) dei contadi e dei Paesi soggetti, riusciva a imporre le leve militari, la sovranità fiscale, la pace territoriale, l'alta giustizia, la sottomissione allo Stato dell'autorità ecclesiastica e un potere normativo generale. L'autorità amministrativa intervenne massicciamente nell'ordinamento giur. tradizionale delle ass. ad essa soggette soprattutto nei cant. di Zurigo e Berna, mentre ridusse al minimo le proprie influenze nei cant. rurali. Laddove i Consigli delle città, emarginando socialmente fam. ad essi appartenenti, cominciarono a imporre la propria autorità sulla cittadinanza, si ebbero moti di protesta (Rivolte cittadine). Dalla metà del XVII sec. il linguaggio politico-giur. sostituì progressivamente al concetto di "autorità" (territoriale) quello di sovrano o di Sovranità territoriale; ancora nel XVIII sec., tuttavia, il termine fu ampiamente utilizzato per indicare colui che deteneva il potere pubblico.

Riferimenti bibliografici

  • Peyer, Verfassung, 116-121
  • V. Sellin, «Regierung, Regime, Obrigkeit», in Geschichtliche Grundbegriffe, a cura di AA. VV., 5, 1984, 361-421