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EmileGautier

Ritratto equestre (postumo) del colonnello e astronomo ginevrino davanti alla sua villa a Cologny, 1892. Puntasecca di Evert van Muyden (Biblioteca nazionale svizzera).
Ritratto equestre (postumo) del colonnello e astronomo ginevrino davanti alla sua villa a Cologny, 1892. Puntasecca di Evert van Muyden (Biblioteca nazionale svizzera).

18.4.1822 Ginevra, 24.2.1891 Ginevra, rif. (Soc. evangelica), di Ginevra. Figlio di Charles e di Adélaïde Boissier. Fratello di Adolphe (->). Nipote di Alfred (->). (1849) Victorine Sarrasin, figlia di Jean-Louis, proprietario terriero. Studiò a Ginevra, poi a Parigi (1844-45) presso François Arago e Urbain Le Verrier. Partecipò agli studi di quest'ultimo che sfociarono nella scoperta del pianeta Nettuno (1846). Nel 1847 conseguì il dottorato in scienze naturali a Ginevra. Impegnato inizialmente nella carriera militare, fu istruttore delle truppe del genio alla scuola di Thun (1856-61) e colonnello di Stato maggiore generale (1865); nel 1870-71 si occupò della sorveglianza delle frontiere durante la guerra franco-prussiana. Fu inoltre sindaco di Cologny (1863-78) e deputato al Gran Consiglio ginevrino (1868-70). Nel 1860, tuttavia, accompagnando Le Verrier in Spagna per osservare una eclissi totale del sole, orientò i suoi interessi verso le protuberanze solari. Nel 1864, 1865 e 1870 partecipò a lavori di spettroscopia astronomica in Italia. Nel 1871 pubblicò i primi disegni di protuberanze solari osservate con uno spettroscopio installato all'osservatorio di Ginevra, istituzione che diresse dal 1883 al 1889. Sviluppò il servizio cronometrico e migliorò l'attrezzatura meteorologica dell'osservatorio di Ginevra e della stazione del Gran San Bernardo.

Riferimenti bibliografici

  • Livre du Recteur, 3, 427 sg.
  • L'Etat-major, 3, 69 sg.
  • J. Trembley (a cura di), Les savants genevois dans l'Europe intellectuelle, 1987, 78-86, 406
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