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NiklausRiggenbach

Locomotiva a vapore Gnom esposta in occasione della mostra 100 Jahre Eisenbahnstadt Olten. Fotografia, 1956 (FFS Historic, R_3332_07).
Locomotiva a vapore Gnom esposta in occasione della mostra 100 Jahre Eisenbahnstadt Olten. Fotografia, 1956 (FFS Historic, R_3332_07). […]

21.5.1817 Guebwiller (Alsazia), 25.7.1899 Olten, riformato, di Basilea, cittadino onorario di Olten, Trimbach e Aarau. Figlio di Nikolaus Riggenbach. Cugino di Christoph Riggenbach. Emma Socin, figlia di Johann Bernhard Socin, medico, e di Esther nata Socin, abiatica di Bernhard Socin. Dopo le scuole a Basilea (dal 1827) e un apprendistato di meccanico (1833-1836), dal 1836 al 1840 fu attivo come meccanico e compì studi da autodidatta a Lione, Parigi e Karlsruhe. Ebbe una propria officina meccanica a Basilea (1842-1844) e lavorò poi come costruttore di locomotive presso la ditta Kessler a Karlsruhe (1844-1852). In seguito fu direttore e capo macchinista presso le officine della Ferrovia centrale svizzera a Olten e Basilea (1853-1873). Nel 1859 fondò la comunità riformata di Olten e dal 1866 al 1868 fu deputato indipendente al Gran Consiglio solettese. Direttore della Società internazionale per le ferrovie di montagna ad Aarau (1870-1880), dopo il suo scioglimento fu attivo come ingegnere indipendente (1880-1889). Costruttore di locomotive, vagoni e ponti di fama mondiale, diede un sostanziale contributo all'affermarsi della ferrovia a cremagliera in Europa all'epoca del nascente traffico turistico. Il sistema di cremagliera a scala, da lui inventato assieme a Carl Culmann nel 1867, fu impiegato la prima volta nel 1871 nella ferrovia Vitznau-Rigi. Nel 1878 ottenne la medaglia d'oro all'Esposizione universale di Parigi.

Riferimenti bibliografici

  • Erinnerungen eines alten Mechanikers, 1886 (ristampa 2009)
  • W. Stadelmann, Schweizer Bergbahn-Pioniere, 1994, 9-51
  • K.T. Elsasser (a cura di), Gnom: Niklaus Riggenbach – der Bergbahnpionier und seine Zahnrad-Dampflok «Gnom», 2002
  • W. Latscha, «Niklaus Riggenbach (1817-1899)», in Schweizer Pioniere der Wirtschaft und Technik, 81, 2005, 13-22
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