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HeinrichRothmund

Il capo della divisione di polizia del Dipartimento federale di giustizia e polizia tiene un discorso durante la conferenza tenutasi nel 1945 a Montreux sui rifugiati © KEYSTONE/Photopress.
Il capo della divisione di polizia del Dipartimento federale di giustizia e polizia tiene un discorso durante la conferenza tenutasi nel 1945 a Montreux sui rifugiati © KEYSTONE/Photopress. […]

6.7.1888 Uster, 8.4.1961 Berna, di San Gallo. Figlio di Konrad, commerciante, e di Ida Stahel. 1) (1925) Marie-Marguerite Trüssel, di Berna; 2) (1933) Julia Martha Gutersohn. Studiò diritto a Zurigo, Berna e Lipsia, conseguendo il dottorato nel 1916. Funzionario dell'intendenza del materiale da guerra fed. e della divisione dell'economia industriale di guerra (1916-19), fu capo dell'ufficio centrale di polizia degli stranieri (1919) e della divisione di polizia del DFGP (1929-54). Nel 1945-47 il Consiglio fed. concesse a R. un congedo dalla sua carica e lo inviò a Ginevra come delegato presso il Comitato intergovernativo per i rifugiati. Dopo il suo rientro si occupò di varie questioni che assunsero importanza nei primi anni del secondo dopoguerra, come l'espulsione di nazisti e fascisti e la regolamentazione dell'immigrazione di manodopera it.

R. è considerato la figura centrale della politica sviz. degli stranieri e dei rifugiati negli anni tra le due guerre mondiali e durante il periodo bellico. Egli temeva un inforestierimento della Svizzera e considerò non assimilabili soprattutto gli emigranti ebrei. Nel 1938 si oppose all'introduzione del Timbro "J" e propose senza successo al Consiglio fed. di imporre l'obbligo generalizzato del visto per tutti i cittadini ted. Basandosi su un decreto del Consiglio fed., il 13.8.1942 impartì una direttiva ai cant., secondo cui i rifugiati per motivi razziali non dovevano essere considerati profughi politici e andavano pertanto respinti alla frontiera. Dopo che nel 1954 la rivista Der Schweizerische Beobachter aveva accusato ingiustamente R. di aver ideato il timbro "J", il giurista Carl Ludwig su incarico del Consiglio fed. redasse il cosiddetto rapporto Ludwig sulla politica sviz. dei rifugiati (1957). Nel secondo dopoguerra il Consiglio fed. prese le distanze dalla propria politica dei rifugiati e le colpe vennero attribuite a R. Se in effetti fu in gran parte responsabile della politica di asilo, già allora controversa, egli agì però sempre in sintonia con il Consiglio fed. e spec. con il capo del DFGP Eduard von Steiger. All'inizio del XXI sec. la storiografia ha sottolineato come l'attenzione sul ruolo di R. abbia portato a trascurare le caratteristiche strutturali della politica sviz. dei rifugiati dell'epoca.

Riferimenti bibliografici

  • DDS, 12-15
  • A. Lasserre, Frontières et camps, 1995
  • U. Gast, Von der Kontrolle zur Abwehr, 1997
  • H. Roschewski, Rothmund und die Juden, 1997
  • G. Kreis, Die Rückkehr des J-Stempels, 2000
  • Pubbl. CIE, 17
  • Pubbl. CIE: rapporto finale, 2002
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Scheda informativa
Dati biografici ∗︎ 6.7.1888 ✝︎ 8.4.1961