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Max vanBerchem

16.3.1863 Ginevra, 7.3.1921 Vaumarcus, rif., di Ginevra e Crans-près-Céligny. Figlio di Alexandre, ricco possidente, e di Mathilde Sarasin. Fratello di Victor (->). 1) Elisabeth Frossard de Saugy; 2) Alice Naville, figlia di Albert, professore di storia. Studiò scienze naturali a Ginevra (1880-81) e poi lettere a Lipsia, Strasburgo e Berlino. La sua tesi, La proprieté territoriale et l'impôt sous les premiers califes (Lipsia, 1886), gli valse una reputazione di orientalista e di specialista dell'archeologia mus. Dal 1887 lavorò in Egitto, Siria, Palestina e Turchia. Fondatore dell'epigrafia araba, dal 1889 al 1914 soggiornò al Cairo e in Medio Oriente, dove raccolse i documenti necessari per il libro Matériaux pour un Corpus Inscriptionum Arabicarum (1894-1925). Diresse gli scavi della chiesa di S. Gervasio a Ginevra (1902-03). Dal 1913 fu membro associato dell'Académie française des Inscriptions et Belles-Lettres. La Fondazione Max van Berchem, creata per iniziativa della figlia Marguerite, archeologa, si propone di promuovere lo studio della civilizzazione islamica e araba.

Riferimenti bibliografici

  • Opera minora, a cura di A. Louca, 2 voll., 1978
  • Fondo presso BPUG
  • Fondazione Max van Berchem, Ginevra
  • Le Monde arabe, gennaio-febbraio 1967
  • A. Louca, «Bibliographie de l'œuvre de M. van Berchem (1863-1921)», in Revue de l'Occident musulman et de la Méditerranée, 1975, 113-134
  • M. Gautier-van Berchem, S. Ory, La Jérusalem musulmane dans l'œuvre de M. van Berchem, 1978
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Dati biografici ∗︎ 16.3.1863 ✝︎ 7.3.1921