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Grande Boutique

Nella Ginevra del XVI e XVII sec., la Grande Boutique, sorta in relazione con l'arrivo dei primi rifugiati per fede, fu dal 1556 al 1628 un banco di mercanti it. e al tempo stesso un consorzio al quale aderì la maggior parte delle fam. lucchesi, sia come produttori e commercianti, sia come investitori. Il semplice banco fondato nel 1556 da Francesco Micheli assunse una nuova portata quando divenne il luogo in cui si concludevano gli affari delle compagnie commerciali degli Arnolfini e Micheli, poi anche dei Diodati, Balbani (1582), Burlamacchi e Francesco Turrettini (1593). Le nove compagnie che quest'ultimo diresse dal 1593 alla morte, nel 1628, costituirono il polo più potente dell'industria della seta ginevrina; qui si concentrarono le conoscenze tecniche e i capitali della colonia lucchese e degli zurighesi Felix Orelli e Georg Gessner, intermediari negli affari con il nord della Svizzera, la Germania e i Paesi Bassi. Il loro capitale passò da 18'000 scudi d'oro nel 1594 a 150'000 nel 1619, mentre i profitti annui, negli anni migliori, oscillarono tra il 15 e il 30% del capitale. Il banco non era "grande" unicamente per il numero delle persone che vi trattavano i loro affari o per quello delle persone il cui lavoro dipendeva dal settore serico, ma anche per l'entità delle transazioni con l'estero. Il suo successo va attribuito alla vasta rete commerciale che riuscì a creare per procurarsi materie prime a condizioni vantaggiose ( importazione della seta dalla Cina attraverso Amsterdam o la Spagna) e per ridurre i costi di produzione, come l'impiego di manodopera della campagna zurighese per la preparazione dei filati. Grazie alla loro esperienza in ambito finanziario, i Lucchesi della Grande Boutique ebbero un ruolo chiave anche in qualità di banchieri di Ginevra.

Riferimenti bibliografici

  • W. Bodmer, Der Einfluss der Refugianteneinwanderung von 1550-1700 auf die schweizerische Wirtschaft, 1946
  • L. Mottu-Weber, Economie et Refuge à Genève au siècle de la Réforme, 1987, 330-336, 378-385
  • L. Mottu-Weber, «Les activités des marchands-banquiers et des "entrepreneurs" lucquois à Genève aux XVIe et XVIIe siècle», in Lucca e l'Europa degli affari, a cura di R. Mazzei, T. Fanfani, 1990, 133-148