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Credito svizzero (CS)

Manifesto realizzato dall'atelier Häusler per la nuova sede del Credito svizzero sulla piazza federale a Berna (Biblioteca nazionale svizzera).
Manifesto realizzato dall'atelier Häusler per la nuova sede del Credito svizzero sulla piazza federale a Berna (Biblioteca nazionale svizzera).

Attorno alla metà del XIX sec. sorsero nei Paesi vicini alla Svizzera parecchi ist. di credito operanti a livello nazionale, quali ad esempio il Credito mobiliare nel 1852 in Francia o il gruppo delle "quattro D" (Darmstädter Bank, Diskonto Bank, Dresdner Bank e Deutsche Bank) nel 1853 in Germania (Credito). Sulla loro scia, industriali tessili e uomini politici, guidati da Alfred Escher, fondarono nel 1856 a Zurigo il CS, che divenne rapidamente la più grande banca commerciale sviz. L'ist. curava in particolare la concessione di crediti a clienti commerciali e le operazioni di emissione, e acquisì in tal modo notevole importanza spec. nell'ambito del finanziamento delle ferrovie. Nel 1865 ca. venne attuata una profonda riorganizzazione, resa necessaria da perdite nelle operazioni di credito e da speculazioni sbagliate. La depressione economica del decennio 1880-90 venne superata senza gravi danni. Il CS partecipò alla fondazione, fra le altre, della Banca sviz. per imprese ferroviarie (1879), che poi diresse, della Banca per le imprese ferroviarie orientali (1890) e della Banca per imprese elettriche (1895), divenuta poi l'Elektrowatt. Nel 1905 venne avviata la creazione di filiali in Svizzera. Gli affari intern., regrediti nel corso della prima guerra mondiale, tornarono a svilupparsi subito dopo. Superate relativamente bene le difficoltà della crisi bancaria degli anni 1930-40 e della seconda guerra mondiale, il CS entrò in una fase di forte crescita e di massiccio aumento del numero di agenzie in Svizzera e all'estero.

Manifesto pubblicitario del 1974, realizzato dallo studio Gérard Miedinger (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).
Manifesto pubblicitario del 1974, realizzato dallo studio Gérard Miedinger (Museum für Gestaltung Zürich, Plakatsammlung, Zürcher Hochschule der Künste).

Lo scandalo di Chiasso scoperto nel 1977, da cui risultò una perdita di ca. 1,4 miliardi di frs., provocò a breve termine un calo di fiducia nell'impresa e segnò allo stesso tempo la trasformazione strategica del CS in un gruppo finanziario a vocazione intern. Nel 1989 il CS è divenuto filiale della CS Holding, alla quale appartenevano anche CS First Boston, Fides, Elektrowatt, CS Life e la Banca Leu, rilevata nel 1990. Nel 1993 è entrata a fare parte della holding anche la Banca popolare svizzera. Nel corso di un'ulteriore riorganizzazione della CS Holding, che ha comportato anche il cambiamento della ragione sociale, nel 1997 il CS è confluito nel Credit Suisse Group (CSG). Nel corso dello stesso anno è avvenuta la fusione con la Winterthur Assicurazioni. Nel 2000, il CSG impiegava ca. 80'000 persone nel mondo, di cui 28'000 in Svizzera.

Riferimenti bibliografici

  • W. A. Jöhr, Schweizerische Kreditanstalt 1856-1956, 1956
  • Handbook on the History of European Banks, 1994
  • J. Jung, Von der Schweizerischen Kreditanstalt zur Credit Suisse Group, 2000
  • J. Jung (a cura di), Zwischen Bundeshaus und Paradeplatz, 2001
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