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Charmilles Technologies

L'uscita dagli Ateliers des Charmilles SA (ottobre 1946), allora situati a Ginevra in rue de Lyon. Fotografia di Max Kettel (Bibliothèque de Genève).
L'uscita dagli Ateliers des Charmilles SA (ottobre 1946), allora situati a Ginevra in rue de Lyon. Fotografia di Max Kettel (Bibliothèque de Genève).

Società anonima (1983), stabilitasi a Satigny nel 1987, produttrice di macchinari di fabbrica ad elettroerosione. Le sue origini risalgono all'industria L. F. Staib & Cie, fondata a Ginevra nel 1861 e divenuta nel 1896 Piccard-Pictet & Cie. Dopo la bancarotta della società alla fine della prima guerra mondiale, la produzione di automobili fu abbandonata. Dal 1921 gli Ateliers des Charmilles SA proseguirono la produzione di turbine idrauliche sotto la direzione di René Neeser. Nel 1937 la società assorbì la Motosacoche e nel 1943 gli Ateliers H. Cuénod (bruciatori a nafta). Nel 1952 fu creata una sezione di macchine utensili ad elettroerosione. Dal 1981 al 1983 la società fu liquidata con la vendita dei settori turbine idrauliche agli Ateliers de Constructions Mécaniques de Vevey, motori a Jean Gallay SA e bruciatori a nafta all'impresa tedesca Klöckner. Il settore delle macchine utensili fu invece ripreso dal gruppo Georg Fischer (Sciaffusa) e trasformato nelle Charmilles Technologies SA (1983), associate in una holding alla società Agie di Losone dando vita al gruppo Agie Charmilles (1996). L'azienda, che nel 1994 impiegava 1255 persone e realizzava una cifra d'affari di ca. 400 milioni di frs., continua a sviluppare la tecnica dell'elettroerosione (macchine Roboform e Robofil). Nel 2000 Charmilles contava quattro officine (in Svizzera, negli Stati Uniti e in Cina), era presente in più di 60 Paesi e produceva oltre il 25% delle macchine utensili ad elettroerosione presenti sul mercato mondiale.

Riferimenti bibliografici

  • Ateliers des Charmilles 1921-1971, 1971
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Contesto Ateliers des Charmilles