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Pilatus Flugzeugwerke

Azienda aeronautica fondata nel 1939 a Stans, nel canton Nidvaldo, dall'industriale zurighese Emil Georg Bührle, dal commerciante d'armi austriaco Antoine Gazda e dalla Elektrobank con l'obiettivo di modernizzare l'aviazione militare svizzera, tecnicamente arretrata, grazie a una produzione nazionale di aeroplani (forza aerea). La scelta di Stans fu determinata dalla possibilità di costruire hangar sotterranei al riparo dalle bombe (progetto poi abbandonato) e dalla vicinanza dell'aeroporto militare di Buochs, aperto nel 1938.

Il Pilatus PC-6 Porter davanti ai capannoni industriali della Pilatus Flugzeugwerke AG a Stans, 1976. Fotografia tratta da un reportage di Hans Krebs (ETH-Bibliothek Zürich, Bildarchiv, Bestand Comet Photo AG, Com_L25-0761-0005-0006).
Il Pilatus PC-6 Porter davanti ai capannoni industriali della Pilatus Flugzeugwerke AG a Stans, 1976. Fotografia tratta da un reportage di Hans Krebs (ETH-Bibliothek Zürich, Bildarchiv, Bestand Comet Photo AG, Com_L25-0761-0005-0006).

Controllata esclusivamente da Bührle dal 1942, la Pilatus Flugzeugwerke AG iniziò a fornire velivoli di addestramento militare (P-2, P-3) all'esercito svizzero dal 1945. Alla fine degli anni 1950 la ditta sviluppò anche un piccolo aereo da trasporto molto resistente, il PC-6 Porter, che ebbe un grande successo in Svizzera e all'estero e che contribuì alla sua espansione. La Pilatus, componente aeronautica della Werkzeugmaschinenfabrik Oerlikon (WO, Oerlikon-Bührle), il più grande gruppo svizzero nel campo degli armamenti (produzione e commercio di armi), svolse anche incarichi di revisione e controllo per gli aerei della Confederazione e instaurò collaborazioni con diversi costruttori europei di aerei ed elicotteri. Già dagli anni 1970 e 1980, Pilatus, che all'epoca impiegava circa 250 persone, esportò i suoi velivoli di addestramento (PC-7, PC-9) in molti Paesi, compresi quelli in zone di conflitto come Laos, Birmania, Bolivia, Guatemala, Iraq, Ciad e Sudafrica. Pubblicamente, Pilatus evitò di precisare che i suoi aerei potevano essere facilmente equipaggiati con armi aria-terra, il che costituiva una violazione della politica di neutralità della Svizzera. Nel 1978 la rivelazione da parte della stampa, che i PC-7 venivano utilizzati all'estero in missioni di guerra, e in particolare in azioni militari per contrastare un’insurrezione, causò l'«affare Pilatus». Nei decenni successivi, l'azienda si trovò ripetutamente al centro del dibattito politico sull'esportazione di materiale bellico e beni a duplice uso civile e militare, ma beneficiò sempre del sostegno delle autorità svizzere.

Produzione del Pilatus PC-6 Porter presso la Pilatus Flugzeugwerke AG, Stans, 1976. Fotografie tratte da un reportage di Hans Krebs (ETH-Bibliothek Zürich, Bildarchiv, Bestand Comet Photo AG, Com_L25-0761).
Produzione del Pilatus PC-6 Porter presso la Pilatus Flugzeugwerke AG, Stans, 1976. Fotografie tratte da un reportage di Hans Krebs (ETH-Bibliothek Zürich, Bildarchiv, Bestand Comet Photo AG, Com_L25-0761).

Nel 2000, nell'ambito della ristrutturazione del gruppo Oerlikon-Bührle, la famiglia Bührle si è ritirata da Pilatus, ma è tornata alla guida dell'azienda nel 2012. Dall'inizio del XXI secolo, l'azienda ha diversificato con successo le sue attività investendo nella produzione di piccoli jet privati (PC-24), oltre alle versioni modernizzate dei suoi velivoli di addestramento militare (PC-21) e del suo aereo privato con turboelica (PC-12). Quest'ultimo è utilizzato anche dalle forze speciali americane (modelli PC-12 M Spectre e U-28A Draco). Nel 2019, il Dipartimento federale degli affari esteri ha vietato all'azienda qualsiasi attività in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti, coinvolti nella guerra in Yemen. Tuttavia, il divieto è stato revocato dal Tribunale amministrativo federale nel 2021. Tra il 2000 e il 2020, il personale di Pilatus in Svizzera e all'estero è passato da 1000 a oltre 2000 dipendenti. La società, il cui fatturato ha raggiunto 1,3 miliardi nel 2021, è uno dei maggiori datori di lavoro della Svizzera centrale e il principale del canton Nidvaldo.

Riferimenti bibliografici

  • Zentralarchiv der Rheinmetall AG, Wuppertal e Haan.
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Suggerimento di citazione

Fabian Hodel; Matthieu Leimgruber: "Pilatus Flugzeugwerke", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 23.05.2023(traduzione dal francese). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/041935/2023-05-23/, consultato il 27.05.2024.