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Bielorussia

Carta di situazione Bielorussia © 2000 DSS e cartografia Kohli, Berna.
Carta di situazione Bielorussia © 2000 DSS e cartografia Kohli, Berna.

Il territorio dell'odierna B. (o Belorussia o Russia bianca) entrò a far parte nel XIV sec. del granducato di Lituania, unito nel 1569 al regno di Polonia. Con le spartizioni polacche degli anni 1772-95 la B. venne incorporata all'Impero russo, subendo spec. dopo il 1863 una forte russificazione. Durante l'occupazione ted., i nazional-rivoluzionari proclamarono il 25.3.1918 la Repubblica popolare bielorussa. I bolscevichi proclamarono l'1.1.1919 la Repubblica socialista sovietica bielorussa, che dopo la guerra sovieto-polacca (1920-21) dovette cedere le regioni occidentali alla Polonia. Nel 1922 la B. firmò il patto costitutivo dell'URSS; a seguito dello scioglimento dell'Unione Sovietica, il 25.8.1991 fu dichiarata l'indipendenza della Repubblica di B., riconosciuta dalla Svizzera il 23 dicembre successivo. L'ambasciatore sviz. in Polonia è accreditato dal 1992 anche nella capitale bielorussa (Minsk, dove un ufficio d'ambasciata è stato aperto nel 2007), mentre la B. ha la sua rappresentanza diplomatica in Svizzera a Muri bei Bern. Nel 1993 i due Paesi hanno concluso accordi commerciali ed economici bilaterali. Nel 2011 sono stati avviati dei negoziati di libero scambio tra gli Stati dell'AELS e l'Unione doganale Russia-B.-Kazakistan.

Nel 2012 la Svizzera ha importato dalla B. spec. prodotti agricoli e delle industrie tessile, del legno e chimica, per 6,1 milioni di frs., pari allo 0,003% delle importazioni totali, mentre le esportazioni (mezzi di trasporto, macchine utensili, beni strumentali) ammontavano a 355,3 milioni di frs. (pari allo 0,2% del totale). L'economia a guida statale e le leggi fiscali restrittive ostacolano gli investimenti in B.; tuttavia, dal 1998 è attiva una joint venture sviz.-bielorussa (JV Mobile Digital Communications).

Frontespizio del sesto volume dell'opera di Johann Bernoulli (1744–1807), apparsa nel 1780 a Lipsia, in cui egli descrive la città di Grodno (Biblioteca nazionale svizzera).
Frontespizio del sesto volume dell'opera di Johann Bernoulli (1744–1807), apparsa nel 1780 a Lipsia, in cui egli descrive la città di Grodno (Biblioteca nazionale svizzera).

Prima del 1917, fra le regioni europee dell'Impero russo la B. era al penultimo posto come Paese di emigrazione dalla Svizzera. Una grande forza di attrazione fu invece esercitata dal movimento riformatore sviz.: al calvinismo aderirono anche magnati e dignitari del Paese, fra cui Nicola VI Radziwill, che aprì stamperie rif. a Brest e a Nieswiez (1553, 1560). I numerosi "lituani" e "ruteni" immatricolati all'Univ. di Basilea e all'Acc. di Ginevra nella seconda metà del XVI sec. erano spesso studenti bielorussi. Nel 1615 uscì postumo a Basilea il trattato De moribus Tartarorum, Lituanorum et Moschorum dell'umanista Michalon Lituanus. Johann Bernoulli (1744-1807), che viaggiò in B. nel 1778, lasciò descrizioni delle manifatture di Grodno, allora importanti, e della "corte delle Muse" di Slonim. Le azioni militari degli Svizzeri nel corso della ritirata delle truppe napoleoniche oltre il fiume Beresina, nel governatorato di Minsk, furono rappresentate nell'arte e nella letteratura sviz. Tadeusz Kosciuszko, figura di primo piano della lotta per l'indipendenza polacca, di origine bielorussa, trascorse in Svizzera parte del suo esilio. Fra gli studenti e gli emigrati russi presenti in Svizzera alla fine del XIX e all'inizio del XX sec., molti venivano dalla B., che in epoca zarista era compresa nella fascia di insediamento ebraica; fra questi vi erano in particolare i filosofi Anna Tumarkin e Robert Saitschik e il primo pres. dello Stato di Israele, Chaim Weizmann. Numerose org. sviz. (private, ecclesiastiche e mediche) sono impegnate in progetti di aiuto nel territorio bielorusso, particolarmente colpito dal disastro del reattore nucleare di Cernobyl (Ucraina). Fra il 2001 e il 2010 la DSC ha investito 25 milioni di frs. in B. nel campo della medicina sociale e per il rafforzamento delle org. non governative. Dal 1991 esiste fra la B. e il cant. Argovia un accordo di cooperazione culturale in diversi campi (educazione, musica, arti).

Riferimenti bibliografici

  • D. Holtbrügge, Weissrussland, 1996 (20022)
  • D. Beyrau, R. Lindner (a cura di), Handbuch der Geschichte Weissrusslands, 2001
  • AA. VV., Weissrussland, 2012