de fr it

DorisLeuthard

10.4.1963 Merenschwand, cattolica, di Merenschwand e, dopo il matrimonio, anche di Sarnen. Avvocata, politica argoviese democratica-cristiana, Consigliera nazionale e Consigliera federale.

La Consigliera federale Doris Leuthard si pronuncia sulla politica energetica di fronte ai media a Berna. Fotografia, 25 maggio 2011 (KEYSTONE / Peter Schneider, immagine 112905180).
La Consigliera federale Doris Leuthard si pronuncia sulla politica energetica di fronte ai media a Berna. Fotografia, 25 maggio 2011 (KEYSTONE / Peter Schneider, immagine 112905180). […]

Doris Leuthard è la maggiore dei quattro figli di Leonz Leuthard, segretario comunale, tutore ufficiale e deputato conservatore cristiano-sociale (rispettivamente democratico-cristiano) al Gran Consiglio argoviese, e di Ruth nata Köchli, ostessa e casalinga. Dopo le scuole elementare a Merenschwand, distrettuale a Muri (AG) e cantonale a Wohlen (AG), studiò diritto all'Università di Zurigo, con soggiorni di studio e linguistici a Parigi e Calgary. Conseguì la licenza nel 1989 e svolse praticantati presso il tribunale distrettuale di Bremgarten e uno studio legale. Nel 1991 Leuthard ottenne il brevetto argoviese di avvocata e in seguito esercitò l'avvocatura a Wohlen e Muri; fino al 2006 fu socia dello studio Fricker + Leuthard. Il 31 dicembre 1999 Doris Leuthard sposò Roland Hausin, chimico; la coppia non ha figli.

Leuthard iniziò la carriera politica nel 1993 come membra del consiglio scolastico del distretto di Muri (fino al 2000). Nel 1997 fu eletta nel legislativo argoviese sulla lista del Partito popolare democratico (PPD); fece parte delle commissioni per la parità tra uomo e donna e di giustizia. Nelle elezioni del 1999 si candidò per entrambe le Camere dell'Assemblea federale; al Consiglio degli Stati vennero eletti Maximilian Reimann (Unione democratica di centro, UDC) e Thomas Pfisterer (Partito radicale democratico, PRD). Leuthard riuscì, tuttavia, a entrare senza difficoltà in Consiglio nazionale (1999-2006), dove fu membra delle Commissioni giudiziaria, degli affari giuridici, delle istituzioni politiche e dell'economia e dei tributi. In questo periodo presiedette inoltre la fondazione del Sacrificio quaresimale, le Università popolari argoviesi e fece parte dei consigli di amministrazione della Neue Aargauer Bank e dell'Azienda elettrica di Laufenburg. In seno al PPD Leuthard rivestì le cariche di vicepresidentessa del partito cantonale (2000-2004) e svizzero (2001-2004), di cui assunse la presidenza nel 2004.

Elezione di Doris Leuthard alla presidenza del Partito popolare democratico (PPD) svizzero. Servizio nell'edizione principale del telegiornale della televisione della Svizzera tedesca del 18 settembre 2004 (Schweizer Radio und Fernsehen, Zurigo, Play SRF).
Elezione di Doris Leuthard alla presidenza del Partito popolare democratico (PPD) svizzero. Servizio nell'edizione principale del telegiornale della televisione della Svizzera tedesca del 18 settembre 2004 (Schweizer Radio und Fernsehen, Zurigo, Play SRF). […]

Dopo l'annuncio delle dimissioni di Joseph Deiss, nel 2006 il PPD presentò Doris Leuthard come unica candidata alla sua successione. Poiché il seggio dei democratici-cristiani non era contestato e la Svizzera francese aveva già due rappresentanti in Consiglio federale, l'Argoviese fu sostenuta da tutti i gruppi parlamentari, ad eccezione dei Verdi. Il 14 giugno 2006 Leuthard fu eletta al primo turno con 133 voti (maggioranza assoluta 118); ottennero voti anche le Consigliere nazionali Chiara Simoneschi-Cortesi (Ticino, 29) e Lucrezia Meier-Schatz (San Gallo, 28) nonché il Consigliere agli Stati Carlo Schmid (Appenzello interno, 11), tutti PPD. Direttrice del Dipartimento federale dell'economia (DFE) fino al 2010, passò poi al Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC). Confermata nel 2007 con soli 160 suffragi in occasione del rinnovo generale del governo e della mancata rielezione di Christoph Blocher, nelle elezioni del 2011 e 2015 fu brillantemente rieletta con 216 rispettivamente 215 voti. Nel 2010 e 2017 Leuthard fu presidente della Confederazione.

I primi anni a capo del DFE furono marcati dalla crisi finanziaria ed economica globale del 2008; Leuthard contribuì all'adozione di un pacchetto di misure per salvare l'Unione di banche svizzere (UBS). Sotto la sua egida vennero promossi diversi trattati di libero scambio, tra cui l'accordo di libero scambio e di partenariato economico con il Giappone, sottoscritto nel 2009, e un accordo concluso con la Cina nel 2013. Le trattative su un accordo di libero scambio nel settore agricolo con l'Unione europea (UE) vennero interrotte nel 2010 a causa delle forti resistenze dei contadini e del parlamento. Pochi mesi dopo il suo arrivo al DATEC, la catastrofe nel reattore nucleare giapponese di Fukushima dell'11 marzo 2011 accentuò la consapevolezza della popolazione dei pericoli dell'energia atomica. Sotto la direzione di Leuthard, il DATEC sospese il rilascio di autorizzazioni per la realizzazione di nuove centrali nucleari ed elaborò la Strategia energetica 2050, accolta in votazione popolare nel 2017 (politica energetica). Fu quindi proprio un'ex sostenitrice del nucleare, soprannominata sui tabloid «Atom-Doris» per i suoi legami con l'industria elettrica, ad avviare in Svizzera l'abbandono progressivo di questa fonte energetica. Leuthard ottenne diversi successi nell'ambito della politica dei trasporti, ad esempio nell'estensione della rete delle strade nazionali e dei trasporti pubblici. Popolo e cantoni si pronunciarono a favore del decreto federale sul finanziamento e sull'ampliamento dell'infrastruttura ferroviaria (Faif, 2014) e del risanamento della galleria autostradale del San Gottardo tramite la costruzione di una seconda canna (2016). L'inaugurazione, il 1 giugno 2016, del tunnel ferroviario di base sulla tratta del Gottardo della Nuova trasversale ferroviaria alpina fu un momento di grande prestigio. Nel 2018 l'Ufficio federale dei trasporti, parte del DATEC, nel corso di una revisione costatò che Autopostale Svizzera SA per anni aveva percepito illegalmente sovvenzioni federali per svariati milioni di franchi; la scoperta offuscò l'ultimo anno in governo di Leuthard. Il 31 dicembre 2018 uscì dal Consiglio federale, insieme al collega Johann Schneider-Ammann.

Discorso di commiato della Consigliera federale Doris Leuthard nella sessione invernale delle Camere. Video del 5 dicembre 2018 (Servizi del parlamento, AB 2018 V 2265 / BO 2018 V 2265; parlament.ch).
Discorso di commiato della Consigliera federale Doris Leuthard nella sessione invernale delle Camere. Video del 5 dicembre 2018 (Servizi del parlamento, AB 2018 V 2265 / BO 2018 V 2265; parlament.ch). […]

In seguito Leuthard ha assunto diversi mandati presso imprese e fondazioni. Membra dei consigli di amministrazione del gruppo Coop, della Bell Food Group, della Transgourmet Holding AG e della Stadler Rail AG, ha presieduto il consiglio di fondazione della Fondazione culturale Ulrico Hoepli, la Swiss Digital Initiative, è stata copresidentessa dello Steering Committee dell'Europa Forum e membra dei consigli di fondazione della ETH Foundation e della Kofi Annan Foundation.

Quale Consigliera federale Doris Leuthard riuscì a far passare in votazione popolare 16 dei 18 oggetti di responsabilità dei dipartimenti da lei diretti; si impegnò inoltre per la promozione di opportunità professionali per le donne. Fu insignita, tra l'altro, della cittadinanza onoraria di Merenschwand (2009) e Sarnen (2019) e del titolo di senatrice onoraria (2019) dell'Università di Zurigo.

Riferimenti bibliografici

  • Archivio federale svizzero, Berna, Bundesrat (1848-), E10108.
  • Altermatt, Urs: «Doris Leuthard», in: Altermatt, Urs (a cura di): Das Bundesratslexikon, 2019, pp. 694-700. 
  • Vogt, Werner: Doris Leuthard. Die Staatsfrau mit Charme und Charisma, 2019. 
Link
Controllo di autorità
GND
VIAF

Suggerimento di citazione

Claudia Aufdermauer: "Leuthard, Doris", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 30.06.2022(traduzione dal tedesco). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/046646/2022-06-30/, consultato il 08.12.2022.