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Storia del corpo

Nella storiografia classica (Storia) dal XIX sec. il corpo umano non era considerato un oggetto di ricerca, ma un presupposto totalmente implicito e allo stesso tempo non storico del soggetto agente. Nella Storia culturale ted. più datata e nella scuola franc. delle Annales compariva talvolta in relazione alla storia della nascita, della malattia, del morire e della morte, della nutrizione e della sessualità. Ma fu solo dagli anni 1980-90, nel solco della teoria femminista antiesistenzialista (Storia delle donne), del poststrutturalismo franc. e della storia culturale neostoricista, che il corpo stesso fu considerato degno di essere indagato storicamente: non apparve più come dato sottinteso precedente la storia, ma come un prodotto stesso della storia, indipendentemente dalla sua evoluzione biologica.

Questa svolta si manifestò nella storiografia in una triplice maniera. In primo luogo il corpo ricevette attenzione come privilegiato portatore di significato metaforico nei rapporti politici e sociali, accertato dal ME. Divenne evidente quanto le rappresentazioni statiche del corpo - come l'immagine del crocifisso o la disposizione anatomica di un corpo sezionato pubblicamente - riflettessero l'ordinamento delle società dell'epoca moderna e dell'ancien régime. In epoca contemporanea per contro furono rappresentazioni, con parole o immagini, di corpi vigorosi e sani, oppure malati e "degenerati", quindi privi di ogni trascendenza, a essere utilizzate come metafore politiche dominanti. Emerse inoltre chiaramente in che misura, soprattutto in epoca moderna, i rapporti di potere, e in particolare quello tra classe dirigente e "massa", fossero comunemente concepiti secondo il modello di una polarizzazione stereotipata dei sessi (Ruoli sessuali).

In secondo luogo la ricerca femminista e la storia sociocostruttivista in particolare dimostrarono che le tesi scientifiche sulla biologia del corpo, e spec. sulle peculiarità e le differenze fra i sessi, dipendevano da sistemi di espressione e di rappresentazione storicamente variabili. Le ipotesi su "la" natura dell'essere umano come dato precedente ogni tipo di storia furono criticate come formule vuote, frutto di un'ideologia. Le concezioni superate di identità razziali e sessuali, ancorate alla biologia, si rivelarono quindi come premesse non vagliate criticamente dell'analisi storica. Nello stesso tempo iniziò un dibattito incentrato sulla questione se "dietro" alle costruzioni di corpo e di genere esistesse un corpo originale autentico, messo in ombra durante l'età moderna, che la storia del corpo deve riportare alla luce o se la discussione su un possibile "oltre" la costruzione, e quindi di una sorta di esperienza "originale" del corpo, non fosse piuttosto priva di senso.

In terzo luogo la storicizzazione del corpo sollevò la domanda sul modo in cui, nel corso della storia, i corpi non solo fossero stati rappresentati, ma anche generati o addirittura costruiti, nel contesto di determinati dispositivi di potere risp. di sapere. A questo livello la storia del corpo, riallacciandosi in particolare ai lavori del filosofo Michel Foucault, si interessa alle diverse forme impresse al corpo individuale da un potere non concepito come repressivo, ma produttivo (ad esempio nelle istituzioni disciplinari), ma anche nel contesto del discorso sull'Igiene e delle sue pratiche (Disciplinamento sociale). A ciò si collegano le domande sulla cosiddetta politica biologica, cioè la regolazione della pop. secondo teorie biologistiche, che interpretano il popolo come un corpo (Volkskörper), con implicazioni razziste ed eugeniche (Eugenica). In Svizzera la ricerca sulla storia del corpo dagli anni 1990-2000 si è concentrata principalmente sulla storia del discorso eugenico e razzista dell'inizio del XX sec., sulla storia della differenza di genere e sulla storia dell'igiene.

Riferimenti bibliografici

  • M. Foucault, Sorvegliare e punire, 1976 (franc. 1975)
  • M. Foucault, La volontà di sapere, 1978 (franc. 1976)
  • E. Fischer-Homberger, Krankheit Frau und andere Arbeiten zur Medizingeschichte, 1979
  • G. Heller, "Propre en ordre", 1979
  • T. W. Laqueur, L'identità sessuale dai greci a Freud, 1992 (inglese 1990)
  • A. de Baecque, Le corps de l'histoire: métaphores et politique (1770-1800), 1993
  • P. Sarasin, Reizbare Maschinen, 2001
  • H. Belting et al. (a cura di), Quel corps?: eine Frage der Repräsentation, 2002
  • T. Huonker, Diagnose: "moralisch defekt", 2003
  • A. Corbin et al. (a cura di), Histoire du corps, 3 voll., 2005-2006