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Saint-Aubin-Sauges - Port-Conty

Stazione palafitticola del Neolitico sulla riva settentrionale del lago di Neuchâtel, nell’ex comune di Saint-Aubin-Sauges, oggi parte del comune di La Grande Béroche (NE), iscritta nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco nel 2011.

Saint-Aubin-Sauges - Port-Conty: carta di situazione 2018 (Geodati: Ufficio federale di statistica, Swisstopo, OpenStreetMap) © 2019 DSS.
Saint-Aubin-Sauges - Port-Conty: carta di situazione 2018 (Geodati: Ufficio federale di statistica, Swisstopo, OpenStreetMap) © 2019 DSS.

La stazione di Port-Conty, parzialmente affiorata durante l’eccezionale ondata di siccità che colpì la Svizzera nell’inverno 1853-1854, fu segnalata la prima volta nel 1860 da Frédéric Troyon, che l’attribuì all’età del Bronzo. È situata a nord-est della stazione litorale di Tivoli (1, 2, 3), in una baia circondata da pendii tra la frazione di Sauges e il porto di Saint-Aubin.

Negli anni 1860 il sito fu esplorato in maniera approfondita da Gustave Clément, medico residente a Saint-Aubin e grande appassionato di antichità, allo scopo di costituire una ricca collezione archeologica privata, che sfortunatamente vendette più tardi negli Stati Uniti. Dopo aver scoperto il sito di La Tène nel 1857, un altro grande collezionista, il colonnello Friedrich Schwab di Bienne, rivolse il suo interesse alla stazione di Port-Conty, dove tra il 1863 e il 1864 svolse un piccolo scavo di alcuni giorni.

Pentole e ciotole decorate, tra 4 e 12 cm di diametro, attribuite al Neolitico, cultura di Cortaillod (Laténium, Hauterive; fotografia Marc Juillard).
Pentole e ciotole decorate, tra 4 e 12 cm di diametro, attribuite al Neolitico, cultura di Cortaillod (Laténium, Hauterive; fotografia Marc Juillard). […]

Le prime indagini archeologiche vennero effettuate solo dagli anni 1920 da parte della commissione di archeologia preistorica del canton Neuchâtel, sotto la direzione di Paul Vouga. Tra il 1921 e il 1938 furono realizzati piccoli sondaggi e grandi trincee per determinare l’estensione precisa dell'insediamento, stimato a 2000 m2, e soprattutto per allestire una stratigrafia dettagliata. Nel quadro del suo tentativo di classificazione del "Neolitico antico lacustre", avviato durante le sue ricerche nel sito di La Saunerie ad Auvernier, Vouga cercò infatti di raccogliere un massimo di dati stratigrafici coerenti e un corpus di materiale omogeneo che gli consentissero di consolidare le sue osservazioni e sostenere la sua tesi a fortiori. Nel corso di questi lavori puntuali e distribuiti su un arco di quasi 20 anni, furono portati alla luce migliaia di oggetti (ceramiche, reperti in roccia verde, selce e palco di cervide, resti animali e tessili ecc.), oggi conservati al Laténium, parco e museo archeologico a Hauterive (NE).

Artefatti in osso di cervide, attribuiti al Neolitico, cultura di Cortaillod. Oggetti rinvenuti nella stazione di Saint-Aubin-Port Conty durante gli scavi condotti da Paul Vouga nel 1930. Disegno a matita colorata di Francine Buttet, 1973 ca. (Laténium, Hauterive).
Artefatti in osso di cervide, attribuiti al Neolitico, cultura di Cortaillod. Oggetti rinvenuti nella stazione di Saint-Aubin-Port Conty durante gli scavi condotti da Paul Vouga nel 1930. Disegno a matita colorata di Francine Buttet, 1973 ca. (Laténium, Hauterive). […]

Questa abbondanza di reperti proviene da tre orizzonti stratigrafici distinti, identificati da Paul Vouga come strati “inferiore o neolitico lacustre antico”, “superiore” e “recente”. Negli anni 1970 fu eseguito un nuovo studio del corpus di reperti attribuiti allo strato “inferiore” di Vouga, basato su nuovi insiemi di confronto provenienti in particolare dagli scavi di diversi siti della baia di Auvernier (La Saunerie, Port, Tranchée du Tram), che permise di stabilire una nuova classificazione del Cortaillod e di definire una nuova facies culturale detta Port-Conty (3500-3300 a.C.). Lo “strato superiore” racchiude materiale attribuito alla cultura di Horgen, una datazione d’altronde confermata negli anni 1990 grazie ad analisi dendrocronologiche eseguite su una decina di palafitte immerse al largo delle zone indagate da Paul Vouga. Le nuove datazioni hanno permesso di distinguere all’interno di questo orizzonte Horgen due fasi d’occupazione successive, ossia due villaggi: la prima situabile verso il 3160-3159 a.C., la seconda tra il 3064 e il 3062 a.C. Grazie in particolare alla presenza di pugnali e coltelli in selce della regione di Grand Pressigny, lo strato “recente” è invece riferibile all’Auvernier-Cordé (2700-2450 a.C.).

Un ulteriore riesame della documentazione di Vouga condotto nella prospettiva di inserire Port-Conty nella lista Unesco dei siti palafitticoli preistorici dell’arco alpino, ha consentito d’identificare un’elevazione artificiale in terra in cima allo strato “inferiore”, che misura ca. 20 x 10 m per uno spessore di ca. 70 cm. Questo ammasso, che sembra essere stato rialzato durante il suo utilizzo, è paragonabile al poggio centrale della stazione litorale coeva di Les Piécettes a Marin-Epagnier (comune di La Tène). In quest’ultima, il rialzamento è dominato da un edificio di culto, più volte ricostruito. La presenza di un santuario a Les Piécettes, come pure a Port-Conty, conferisce uno statuto specifico a questi due siti, che hanno svolto la funzione di piazza centrale e di luogo di riferimento per una comunità intera, insediata nei villaggi circostanti verso il 3500 a.C.

Riferimenti bibliografici

  • Viollier, David; Vouga, Paul: "Lac de Neuchâtel", in Pfahlbauten. Zwölfter Bericht, 1930, pp. 5-43 (Mitteilungen der Antiquarischen Gesellschaft in Zürich, 30/7). Online: e-periodica, consultato il 25.09.2018.
  • Vouga, Paul: Le Néolithique lacustre ancien, 1934 (Recueil de travaux publiés par la Faculté des Lettres, 17).
  • Arnold, Béat: A la poursuite des villages lacustres neuchâtelois. Un siècle et demi de cartographie et de recherche, 2009 (Archéologie neuchâteloise, 45).