de fr it

UlrichWildbolz

2.1.1896 Berna, 28.6.1972 Mammern, riformato, di Berna. Teologo, pastore, architetto e commissario federale per i rifugiati.

Comunicazione della nomina di Ulrich Wildbolz a commissario per i rifugiati nella Neue Zürcher Zeitung (NZZ), n. 1605, 9 ottobre 1942 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna).
Comunicazione della nomina di Ulrich Wildbolz a commissario per i rifugiati nella Neue Zürcher Zeitung (NZZ), n. 1605, 9 ottobre 1942 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna). […]

Figlio di Eduard Wildbolz e di Cécile nata Marcuard, Ulrich Wildbolz trascorse la gioventù a Berna, dove frequentò le scuole e studiò teologia e nel 1921 fu consacrato pastore. Lo stesso anno sposò Edith Wander, figlia di Albert Wander e Clémence Georgette nata Violeau, con cui ebbe due figli maschi (1922, 1925) e una femmina (1928). Dopo pochi anni di attività pastorale in Svizzera e all'estero, da ultimo come vicario a Ringgenberg, nel 1924 Wildbolz proseguì gli studi teologici all'Università di Zurigo. Diresse poi la sezione che si occupava dei ragazzi che avevano ottenuto la licenza scolastica presso il segretariato centrale della Pro Juventute a Zurigo e dal 1934 al 1939 studiò architettura al Politecnico federale di Zurigo. In seguito fu attivo quale architetto indipendente. Nel 1940 fu tra i firmatari, insieme a suo cognato Georg Wander, della Petizione dei 200.

L'aumento massiccio del numero di rifiugiati durante la seconda guerra mondiale spinse la Confederazione a istituire campi d'internamento per profughi civili gestiti da militari. Grazie alla sua esperienza in campo sociale, all'inizio di ottobre 1942 Wildbolz fu nominato commissario federale per i rifugiati dal Consigliere federale Eduard von Steiger. Il commissariato era affiliato alla Divisione della polizia del Dipartimento federale di giustizia e polizia, diretta da Heinrich Rothmund. Nella funzione di commissario, che esercitò fino all'autunno 1945, Wildbolz attraversò la Svizzera, ispezionò periodicamente la ventina di campi profughi e monitorò personalmente e regolarmente la situazione dei rifugiati alla frontiera. Coordinava i compiti svolti dalle autorità militari e civili, ma non era autorizzato a occuparsi direttamente di richieste personali di rifugiati.

I rapporti giornalieri redatti da Wildbolz costituiscono una fonte centrale per cogliere la prospettiva ufficiale sulla situazione nei campi. Nonostante Wildbolz si concentrasse sulla gestione il più possibile priva di attriti di questi ultimi e durante le ispezioni non cercasse il contatto diretto con gli internati, quale commissario mantenne una certa autonomia. Cercò di alleviare situazioni penose, segnalategli anche da rifugiati e organizzazioni umanitarie, spesso causate da comandati di campo inetti e antisemiti.

Dopo il 1945 Wildbolz  gestì un proprio studio d'architettura a Zurigo, dal 1951 al 1981 insieme a Eugen Ryser. Realizzò tra l'altro una casa comunitaria per la Wander AG a Berna, un edificio religioso e case plurifamiliari in quartieri esterni di Zurigo, costruzioni industriali e uffici. Fino al 1951 la famiglia Wildbolz risiedette a Zurigo, poi a Zollikon.

Riferimenti bibliografici

  • Wildbolz, Ulrich: «Flüchtlinge in der Schweiz», in: Die Schweiz in Waffen. Ein Erinnerungsbuch über den Aktivdienst 1941/45 für Volk und Armee, 1945, pp. 207-220.
  • Die Schweiz und die Flüchtlinge zur Zeit des Nationalsozialismus, 2001, 20162 (Pubblicazioni della Commissione indipendente d'esperti Svizzera – seconda guerra mondiale, 17).
  • Langenegger, Catrina: «Die Flüchtlingslager des Territorialkommandos Basel»in: Basler Zeitschrift für Geschichte und Altertumskunde, 119, 2019, pp. 87-105.
  • Redolfi, Silke Margherita: Die verlorenen Töchter. Der Verlust des Schweizer Bürgerrechts bei der Heirat eines Ausländers. Rechtliche Situation und Lebensalltag ausgebürgerter Schweizerinnen bis 1952, 2019.

 

Link
Scheda informativa
Variante/i
Karl Ulrich Wildbolz (nome alla nascita)
Dati biografici ∗︎ 2.1.1896 ✝︎ 28.6.1972

Suggerimento di citazione

Sieber, Christian: "Wildbolz, Ulrich", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 28.06.2021(traduzione dal tedesco). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/059584/2021-06-28/, consultato il 09.12.2021.