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FriedaHauswirth

8.2.1886 Gstaad, 6.3.1974 Davis (California), di Gsteig, cittadina statunitense (1910-1917 e 1943-1960), soggetta dell'Impero anglo-indiano (1917-1943), dal 1960 di nuovo cittadina svizzera. Scrittrice, pittrice e femminista.

Ritratto di gruppo della famiglia Hauswirth con la giovane Frieda (seduta davanti a sinistra). Fotografia realizzata attorno al 1900 da Rudolf Bichsel, Zweisimmen, misure esterne del cartone 30 x 30 cm (Altes Archiv der Gemeinde Saanen, n. 25.0.26-301).
Ritratto di gruppo della famiglia Hauswirth con la giovane Frieda (seduta davanti a sinistra). Fotografia realizzata attorno al 1900 da Rudolf Bichsel, Zweisimmen, misure esterne del cartone 30 x 30 cm (Altes Archiv der Gemeinde Saanen, n. 25.0.26-301).

Figlia di Emmanuel Hauswirth e di Maria Magdalena nata Reuteler, Frieda Hauswirth crebbe in una famiglia contadina a Gstaad come ultima di nove figli. Siccome non le fu concesso di frequentare la scuola secondaria a Gstaad, si diplomò in una scuola di economia domestica a Berna. Nel 1903 insieme al fratello Hermann Hauswirth emigrò in Oregon negli Stati Uniti. Frequentò una Highschool serale, nel 1905 tornò per due anni nel suo villaggio d'origine e partì poi nuovamente per l'America. Ammessa all'Università di Stanford in California, nel 1910 conseguì un bachelor of arts in letteratura inglese. Si mantenne lavorando come sarta, domestica e tutrice all'istituto di germanistica dell'ateneo.

Nel 1910 Hauswirth sposò lo studente di medicina Arthur Lee Munger. All'incirca nello stesso periodo strinse amicizia con attivisti per l'indipendenza indiana, tra cui Lala Har Dayal e Taraknath Das. Aderì alla sezione californiana dell'Hindusthan Association of America e in occasione di un soggiorno in Svizzera tra il 1913 e il 1914 contribuì alla creazione dell'International Pro India Committee a Zurigo. Allertati da questi legami con il movimento anticolonialista, i servizi segreti britannici misero sotto osservazione l'attività di Hauswirth in Svizzera e negli Stati Uniti. Nel 1915 divorziò da Munger e nel 1917 a Maui nelle Hawaii sposò Sarangadhar Das, un ingegnere agrario anglo-indiano che, come la stessa Hauswirth, frequentava le cerchie cosmopolite, antimperialiste e socialiste della California. Dal 1918 al 1920 Hauswirth studiò alla California School of Fine Arts, tra l'altro con Gottardo Piazzoni, vivendo tra San Francisco e Maui. Nel 1925-1926 frequentò l'École des Beaux-Arts a Fontainebleau.

Nel 1920 la coppia emigrò in India e in seguito Hauswirth compì estesi viaggi nel subcontinente indiano. Soggiornò presso amiche e amici della sua vasta cerchia di conoscenti e frequentò numerose personalità della politica, dell'arte e della società civile del sud est asiatico; tra questi Lala Lajpat Rai, combattente induista per l'indipendenza; Lady Abala Bose, promotrice della formazione femminile, e suo marito, Sir Jagadish Chandra Bose, fisico, naturalista e pioniere delle onde radio; Sarojini Naidu, poetessa e attivista, e il premio Nobel per la letteratura Rabindranath Tagore. Nonostante questi contatti, in India Hauswirth si sentì vieppiù limitata nell'espressione delle sue possibilità individuali e professionali. Inoltre, in quanto coppia mista, lei e il marito erano emarginati sia dai colonialisti bianchi sia dalla società per caste induista. Questa discriminazione fu la ragione principale della rinuncia di Hauswirth ad avere figli. Nel 1929 tornò da sola negli Stati Uniti.

Disegno a carboncino di Frieda Hauswirth raffigurante il Mahatma Gandhi, 1927, 45,5 x 38,5 cm (Museum der Landschaft Saanen, Archiv; fotografia André Martin, Gstaad).
Disegno a carboncino di Frieda Hauswirth raffigurante il Mahatma Gandhi, 1927, 45,5 x 38,5 cm (Museum der Landschaft Saanen, Archiv; fotografia André Martin, Gstaad). […]

Attiva come artista dal 1920, Hauswirth espose le proprie opere nel Palace of Fine Arts a San Francisco (1920), a Parigi (1926), nel Brooklyn Museum a New York (1930) e in mostre personali a New York (1930), San Francisco (1931), Boston, Bangalore (1963) e Londra. I suoi soggetti prediletti erano paesaggi postimpressionisti e scene della vita quotidiana in India. La sua opera più nota è una tela che raffigura Gandhi all'arcolaio. Si tratta di uno dei primi ritratti del Mahatma, che Hauswirth realizzò nel 1927 in occasione di un incontro con il leader del movimento d'indipendenza.

Copertina del libro Meine indische Ehe di Frieda Hauswirth, Erlenbach e Lipsia 1933 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna).
Copertina del libro Meine indische Ehe di Frieda Hauswirth, Erlenbach e Lipsia 1933 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna).

Nel 1930 a New York Hauswirth pubblicò il suo primo libro, dai tratti autobiografici, intitolato A Marriage to India, tradotto in tedesco nel 1933 (Meine indische Ehe). Nel 1932 seguì un saggio in inglese (Purdah. The Status of Indian Women), in cui descrisse la situazione delle donne indiane e il loro impegno sociale e politico, attingendo alle proprie conoscenze e a molte fonti; la traduzione tedesca uscì nel 1935 (Schleier vor Indiens Frauengemächern). Dal 1934 al 1938 visse nei pressi del Monte Verità sopra Ascona e frequentò le cerchie avanguardiste. Aderì alla Società svizzera degli scrittori. Nel 1938 divorziò dal secondo marito. Residente fino alla morte nel 1974 in California, visse principalmente della sua pittura e compì soggiorni prolungati in India, Italia e Messico. Accanto alle opere citate, Hauswirth pubblicò cinque romanzi, tradotti in varie lingue europee e recepiti a livello internazionale.

Principalmente nella Svizzera tedesca le sue pubblicazioni e conferenze pubbliche, che Hauswirth tenne ripetutamente anche nel suo villaggio d'origine Gstaad, suscitarono grande attenzione e influenzarono l'immagine dell'India fino agli anni 1950. Hauswirth vide il suo operato come una campagna d'informazione politica sull'India; con i suoi libri intendeva dare voce alle rivendicazioni dei movimenti indipendentisti e femministi indiani in Occidente. Difese quindi anche posizioni in contrasto con le opinioni occidentali dell'epoca, affermando ad esempio che il colonialismo britannico aveva avuto effetti più negativi che positivi sull'emancipazione femminile in India.

Riferimenti bibliografici

  • Hauswirth, Frieda: A Marriage to India, 1930 (tradotto in tedesco nel 1933).
  • Hauswirth, Frieda: Leap-home and Gentlebrawn, 1932 (tradotto in tedesco nel 1934).
  • Hauswirth, Frieda: Purdah. The Status of Indian Women, 1932 (tradotto in tedesco nel 1935).
  • Hauswirth, Frieda: Into the Sun, 1933 (tradotto in tedesco nel 1935).
  • Hauswirth, Frieda: Die Lotosbraut. Roman, 1937 (tradotto dal manoscritto inglese).
  • Hauswirth, Frieda: Allmutter Kaweri. Roman, 1938 (tradotto dal manoscritto inglese).
  • Hauswirth, Frieda: Neue Flammen aus alter Glut. Roman, 1957 (tradotto dal manoscritto inglese).
  • Altes Archiv der Gemeinde Saanen, Saanen, Fondo.
  • Museum der Landschaft Saanen, Saanen, Immagini.
  • St. Gaudens, Maurine: «Frieda Hauswirth Das», in: St. Gaudens, Maurine (a cura di): Emerging From the Shadows. A Survey of Women Artists Working in California, 1860-1960, vol. 2, 2015, pp. 262-265 (con riproduzioni di numerosi dipinti di Frieda Hauswirth).
  • Blaser, Claire Louise: Solidarity and Secularity in Colonial Times. Staging Frieda Hauswirth’s Anti-Colonial Feminism for a Global Feminist Present, lavoro di master, University of London 2018.
Link
Scheda informativa
Variante/i
F. H. Das (pseudonimo)
Frieda Hauswirth Das (nome da coniugata)
Frieda Mathilde Hauswirth (nome alla nascita)
Frieda Munger (nome da coniugata)
Mrs. Sarangadhar Das (pseudonimo)
Dati biografici ∗︎ 8.2.1886 ✝︎ 6.3.1974

Suggerimento di citazione

Louise Blaser, Claire: "Hauswirth, Frieda", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 18.10.2021(traduzione dal tedesco). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/059668/2021-10-18/, consultato il 09.12.2021.