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ElsaBarberis

7.6.1902 Lugano, 4.4.1991 Lugano, cattolica, cittadina italiana, dal 1908 di Lugano. Stilista e imprenditrice. 

Elsa Barberis nel suo atelier in piazza Riforma a Lugano. Fotografia, 1950 ca. (Collezione privata).
Elsa Barberis nel suo atelier in piazza Riforma a Lugano. Fotografia, 1950 ca. (Collezione privata).

Primogenita di Pietro Barberis, commerciante di carne originario del Piemonte, e di Emma nata Vanini, appartenente a una nota famiglia di pasticcieri attiva a Lugano, Elsa Barberis acquisì la cittadinanza svizzera nel 1908 con la naturalizzazione del padre. Molto legata alla famiglia, conservò uno stretto legame con i fratelli minori, il caricaturista e grafico pubblicitario Franco Barberis, che collaborò con lei in qualità di disegnatore, e il giornalista sportivo Alberto Barberis. Non si sposò e non ebbe figli.

Nonostante un’inclinazione per la sartoria manifestatasi fin dall’infanzia, Barberis non possedeva apparentemente una formazione professionale in questo campo; molto probabilmente frequentò l’Istituto S. Anna a Lugano, per poi accostarsi al mestiere da autodidatta. Il primo atelier, situato nel centro di Lugano, fu inaugurato nel 1935. Grazie alle capacità imprenditoriali della sua titolare, nei decenni successivi la «casa di moda» si sviluppò fino a contare una trentina di dipendenti. Lo «stile Barberis» si caratterizzava per la linea innovativa dei capi, eleganti e disinvolti al contempo; confezionati con tessuti apparentemente semplici e ruvidi, dagli accostamenti di colori insoliti per l'epoca e dalle forme comode e quadrate, i suoi abiti (abbigliamento) assecondavano le nuove esigenze di mobilità femminile.

Elsa Barberis ripercorre la sua carriera di stilista nella trasmissione Trovarsi a casa della televisione della Svizzera italiana del 28 ottobre 1984 (Radiotelevisione svizzera, Comano, Play RSI).
Elsa Barberis ripercorre la sua carriera di stilista nella trasmissione Trovarsi a casa della televisione della Svizzera italiana del 28 ottobre 1984 (Radiotelevisione svizzera, Comano, Play RSI).

Ebbe modo di mettersi in luce oltre i confini cantonali nel 1943, quando prese parte alla seconda Settimana della moda svizzera tenutasi a Zurigo, mentre nei due decenni successivi, come testimoniano i numerosi riferimenti sulla stampa, fu protagonista di un’intensa attività oltralpe. Elsa Barberis presentava le sue collezioni in alberghi prestigiosi, soprattutto a Zurigo (Baur Au Lac, Dolder, Bellerive), dove gli abiti venivano ordinati per poi essere confezionati nell'atelier di Lugano. L’orientamento verso il mercato di alta gamma della Svizzera tedesca è confermato dai prolungati soggiorni estivi negli anni 1940 e 1950 a Vulpera, dove aprì una filiale stagionale e organizzò sfilate presso gli hotel Waldhaus e Schweizerhof. A sancire il suo riconoscimento nazionale fu anche la partecipazione alla seconda Esposizione nazionale svizzera del lavoro femminile (Saffa, 1958), alla quale presentò una serie di modelli ispirati ai prodotti dell’agricoltura ticinese. Pur rimanendo legata a Lugano, Barberis seppe dunque creare un marchio riconosciuto su scala nazionale e internazionale. Dopo la chiusura dell’atelier a metà degli anni 1960, in un contesto segnato dall’avvento del prêt-à-porter, si dedicò all’arredamento d’interni e alla scultura in legno. Dalla personalità socievole e anticonformista intrattenne rapporti di amicizia con diversi artisti locali (fra cui Felice Filippini).

Riferimenti bibliografici

  • Associazione archivi riuniti delle donne Ticino, Massagno, Raccolta documentaria Donne ticinesi, Elsa Barberis (con ampio profilo biografico).
  • Agliati, Mario; Caglio, Luciana; Venturelli, Miranda: Un secolo sul filo dell’attualità. 1907-2007, dalle professionali alla SAMS, 2011, pp. 61-62.
  • Ziegelmann, Jochen Philipp: Waldhaus Vulpera. Geheimnisse eines Grandhotels, 2020, pp. 95-101.
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Scheda informativa
Dati biografici ∗︎ 7.6.1902 ✝︎ 4.4.1991

Suggerimento di citazione

Isabella Rossi : "Barberis, Elsa", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 13.04.2023. Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/060161/2023-04-13/, consultato il 26.05.2024.