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OttiliaGrubenmann

18.2.1917 Appenzello, 5.8.2003 Walkringen, cattolica, di Appenzello. Levatrice, responsabile di una delle prime case del parto in Svizzera, sostenitrice di un approccio olistico all'ostetricia.

Ottilia Grubenmann nella divisa da levatrice. Ritratto fotografico realizzato attorno al 1940 (Museum Appenzell, Inv. 32828).
Ottilia Grubenmann nella divisa da levatrice. Ritratto fotografico realizzato attorno al 1940 (Museum Appenzell, Inv. 32828).

Maggiore dei quattro figli di Josef Anton Streule, agricoltore, e di Ottilia nata Rist, Ottilia Streule crebbe in condizioni modeste in una fattoria a Sonnenhalb presso Appenzello. Sin da bambina contribuì al sostentamento della famiglia, ricamando a mano durante le vacanze scolastiche. A 13 anni decise di divenire una levatrice. Poiché la famiglia non aveva i mezzi per consentirle di frequentare la scuola secondaria, Streule dovette tuttavia lavorare come donna di servizio dopo la fine della scuola dell'obbligo. Rimpianse per tutta la vita di non aver potuto ricevere una formazione scolastica più solida. Appena ventenne, ottenne un prestito di 2000 franchi da alcuni privati e frequentò per un anno a San Gallo la formazione come ostetrica, senza chiedere il permesso ai genitori e contro il parere del parroco, convinto che fosse troppo giovane. Tornata in seguito ad Appenzello, richiese l'autorizzazione cantonale all'esercizio della professione e iniziò assistendo parti a domicilio in fattorie spesso isolate.

Nel 1940 sposò Emil Grubenmann, lattoniere e fotografo, con cui ebbe due figli. La coppia si stabilì in una casa sulla Weissbadstrasse ad Appenzello, dotata di lavanderia e stireria, che Ottilia Grubenmann gestì accanto all'attività di levatrice. Negli anni 1950 trasformò la sua abitazione in una casa del parto per madri nubili (illegittimità). Queste ultime la aiutavano nella lavanderia, nella stireria e nella cura della casa e ricevevano, nella loro situazione sociale difficile, accompagnamento e alloggio durante la gravidanza e il puerperio, come pure un sostegno se il bambino era dato in adozione. Negli anni 1960 Grubenmann si separò dal marito e costruì una nuova casa del parto, in cui abitò insieme ai figli. Dopo aver ottenuto, nel 1966, l'autorizzazione del canton Appenzello Interno ad accogliere donne provenienti da altri cantoni, negli anni 1970 aprì la casa a tutte le gestanti che desideravano partorire in modo naturale. Accanto a queste occupazioni, fu attiva come ostetrica indipendente presso gli ospedali di Appenzello per 36 anni e di Gais per 21. Nel 1969 fu la prima donna a essere eletta nella Commissione sanitaria cantonale. Guardò criticamente alla crescente influenza del corpo medico nell'ambito dell'ostetricia e incoraggiò le gestanti a confidare in sé stesse e nella natura. A suo avviso l'intervento prematuro di ginecologi e ginecologhe turbava la sfera intima delle partorienti e intralciava il naturale corso del parto.

Osservatrice critica del suo tempo, Ottilia Grubenmann denunciò la tecnicizzazione e la patologizzazione della gravidanza, del parto e del puerperio. Sin dagli anni 1940 difese un approccio naturale all'accompagnamento alla nascita e all'ostetricia, posizioni ancora oggi d'attualità. Diede conto della sua esperienza di levatrice, professione che esercitò per più di 60 anni, nell'opera in due volumi 200 Praxisfälle, ripubblicata negli anni 1990. Attiva ancora in età avanzata, morì durante una visita a Walkringen.

Riferimenti bibliografici

  • Grubenmann, Ottilia: 200 Praxisfälle, 2 voll., 1979-1993 (1993-19952).
  • Grubenmann, Ottilia: Schwangerschaft, Geburt und Stillzeit. Ratschläge und Rezepte einer erfahrenen Hebamme, 1995.
  • Grubenmann, Ottilia: Humorvolles Pflanzenbrevier, 1997.
Link
Scheda informativa
Variante/i
Ottilia Grubenmann-Streule (nome da coniugata)
Ottilia Streule (nome alla nascita)
Dati biografici ∗︎ 18.2.1917 ✝︎ 5.8.2003

Suggerimento di citazione

Rebekka Dörig Sutter: "Grubenmann, Ottilia", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 14.01.2022(traduzione dal tedesco). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/060453/2022-01-14/, consultato il 26.11.2022.