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LouisaVuille

21.4.1901 Villeret, 30.10.1994 Ginevra, riformata, di La Ferrière. Sindacalista ginevrina, sostenitrice della parità salariale, cofondatrice del Partito del lavoro e pacifista.

Louisa Vuille nell'atelier Reuge a Ginevra nel 1947. Fotografia riprodotta nell'opera Destin et volonté, 1984 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna, Nb 35831).
Louisa Vuille nell'atelier Reuge a Ginevra nel 1947. Fotografia riprodotta nell'opera Destin et volonté, 1984 (Biblioteca nazionale svizzera, Berna, Nb 35831).

Figlia di Berthold Alcide Vuille, artigiano orologiaio, militante socialista e sindacalista, e di Marie Emma nata Kneuss, casalinga, poi venditrice, Lise Louisa Vuille crebbe con quattro fratelli in una famiglia di orologiai a La Chaux-de-Fonds. Dopo le scuole elementare e di commercio (1907-1916), lavorò con suo padre e nel 1916 entrò nella scuola di orologeria a La Chaux-de-Fonds, dove svolse una formazione di regolatrice, riservata alle ragazze. Agli occhi della giovane donna il fatto che questo tirocinio durasse due anni, due in meno rispetto a quello destinato ai maschi, costituiva una disparità inaccettabile. Nel 1918 Vuille si trasferì con la famiglia a Ginevra, dove lavorò come operaia orologiera dapprima con il padre, poi, fino al 1968, per varie manifatture ginevrine, tra cui Rolex (dal 1929). Nel 1932 sposò Alfred Lamouille, commesso, da cui divorziò nel 1944; la coppia non ebbe figli.

Membra della Gioventù socialista (sezioni giovanili dei partiti) dal 1916, nel 1918 aderì alla Federazione svizzera dei lavoratori metallurgici e orologiai (FLMO), presieduta da Konrad Ilg dal 1917 al 1945. La situazione precaria in cui versavano le professioni orologiere a seguito della prima guerra mondiale, manifesta nelle cattive condizioni di vita e di lavoro, nonché nelle disparità salariali tra uomini e donne, spinse Vuille a impegnarsi politicamente. Fece parte della sezione femminile del Partito socialista (PS) ginevrino (dal 1933) e del Comitato delle donne contro la guerra e il fascismo (antifascismo). Separatasi dal marito, visse ad Annemasse dal 1941 al 1943, periodo durante il quale trasmise lettere per la Resistenza francese. Rientrata a Ginevra (1943), nel 1944 partecipò alla fondazione del Partito del lavoro (PdL). Prima presidentessa della sezione degli orologiai della FLMO (1947-1952), subì discriminazioni da parte di alcuni sindacalisti uomini. Vuille militò inoltre in varie organizzazioni di donne (movimento femminista) e della sinistra per il suffragio femminile, per il riconoscimento del lavoro femminile salariato e per la parità salariale. Pacifista, nel 1949 partecipò al congresso mondiale dei Partigiani della pace a Parigi e in seguito aderì al Movimento svizzero della pace (pacifismo).

Dopo l'introduzione sul piano cantonale del diritto di voto e di eleggibilità per le donne (1961), fino al 1968 Vuille fu deputata del PdL al Gran Consiglio ginevrino, dove si adoperò in particolare per il miglioramento delle condizioni di lavoro delle apprendiste e degli apprendisti e dei giovani e lottò contro i salari bassi. Fece inoltre parte del consiglio comunale di Vernier (1971-1978, presidentessa nel 1975) e dopo il pensionamento si impegnò per gli anziani in seno alla Fédération genevoise des clubs d’aînés, che presiedette a due riprese (1974-1977 e 1980). A Louisa Vuille, militante del movimento operaio e della lotta femminista, la città di Ginevra intitolò una strada.

Riferimenti bibliografici

  • Ducrot, Jean-Marc; Pousaz, Danielle; Renier, Jacky: Destin et volonté. Louisa Vuille, 1984.
  • Rauber, André: «Louisa Vuille», in: Deuber Ziegler, Erica; Tikhonov, Natalia (a cura di): Les femmes dans la mémoire de Genève, du XVe au XXe siècle, 2005, p. 265.
  • Piguet, Laure: «Louisa Vuille», in: Montebello, Caroline; Piguet, Laure (a cura di): 100Elles*. Pour une féminisation de la mémoire collective genevoise, 2020, p. 97.
Link

Suggerimento di citazione

Sabine Lorenz-Schmidt: "Vuille, Louisa", in: Dizionario storico della Svizzera (DSS), versione del 10.10.2022(traduzione dal francese). Online: https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/060850/2022-10-10/, consultato il 14.04.2024.